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Martedì, 25 Giugno 2024
Censura / Bielorussia

La Bielorussia inventò l'allarme bomba che portò all'arresto del giornalista Roman Protasevich

Un'indagine delle Nazioni Unite conferma quello che si sospettava sul volo dirottato nel Paese nel maggio del 2021, puntando il dito contro le azioni "illegali" compiute da Minsk

Sono stati gli alti funzionari del governo bielorusso ad lanciare l'allarme bomba che ha portato al dirottamento e all'atterraggio di emergenza in Bielorussia del volo Ryanair, e al conseguente arresto dell'attivista e giornalista dell'opposizione Roman Protasevich e della sua fidanzata Sofia Sapega nel maggio dello scorso anno. Lo ha stabilito l'Organizzazione Internazionale per l'Aviazione Civile, agenzia delle Nazioni Unite, che ha pubblicato il rapporto con le conclusioni dell’indagine nel quale punta il dito contro le azioni "illegali" di Minsk.

Nel rapporto si legge che: "Gli ultimi aggiornamenti dell'indagine dell'Icao sull'incidente hanno beneficiato di nuove informazioni e materiali dopo l'esame iniziale del rapporto da parte del Consiglio nel gennaio 2022, nonché di un'intervista e di registrazioni audio del controllore del traffico aereo di Minsk assegnato al volo”. Ne conclude dunque che “l'allarme bomba contro il volo Ryanair FR4978 è stato deliberatamente falso e ha messo a repentaglio la sua sicurezza”, inoltre secondo quanto emerso dall’indagine a far scattare l'allarme sarebbero stati alti funzionari del governo bielorusso. La dichiarazione ha aggiunto che il rappresentante del Consiglio della Russia, uno stretto alleato di Minsk, ha "espresso la forte obiezione del suo Stato a identificare la Bielorussia come la fonte dell'interferenza illegale che ha avuto luogo".

Nel maggio del 2021 un jet da combattimento Mig-29 ha costretto un aereo civile della Ryanair ad atterrare Minsk, dirottandolo mentre volava sulla Bielorussia nel suo percorso da Atene a Vilnius, in Lituania. Le autorità avevano motivato il gesto con un allarme bomba per poi arrestare uno dei passeggeri, Protasevich, per l’appunto, fondatore di un media di opposizione, e la sua compagna.

È stato allora che le pressioni internazionali contro il Paese si sono intensificate. In seguito all’attacco l'Unione europea, gli Stati Uniti, il Canada e gran parte dei Paesi della comunità internazionale emisero delle sanzioni contro personalità di spicco e contro settori economici ritenuti chiave in Bielorussia.

La situazione attuale di Protasevich, riporta Politico, non è chiara. Nel gennaio 2022 ha dichiarato di non essere più agli arresti domiciliari, apparendo in modo insolito sui media filogovernativi. Alla fine di giugno, Sapega ha chiesto la grazia in una lettera in cui si appellava al leader bielorusso Alexander Lukashenko per ottenere clemenza.

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