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Venerdì, 27 Maggio 2022
Strasburgo

Silvio Berlusconi è il deputato più assenteista (e tra i più ribelli) del Parlamento europeo

Complice anche il Covid, il leader di Forza Italia è l'europarlamentare che ha partecipato meno ai voti dell'Aula. Ma quando lo ha fatto...

Una premessa è d'obbligo: nel settembre 2020, Silvio Berlusconi è stato infettato dal Covid-19 e per diverso tempo ha fatto i conti con le conseguenze della malattia. E anche prima della pandemia, i malanni si erano fatti sentire, impedendogli di recarsi a Strasburgo e Bruxelles con frequenza. Detto ciò, stando alla classifica stilata da Politico, a metà legislatura il Cavaliere è il deputato che ha raggranellato più assenze al Parlamento europeo. Ma quello che più colpisce, vista la premessa di cui sopra, è un altro dato: Berlusconi è tra i politici più "ribelli", ossia tra coloro che hanno votato più spesso in modo contrario alle indicazioni del gruppo parlamentare di riferimento, nel suo caso quello dei popolari del Ppe. 

Secondo quanto emerge dallo studio di Politico, che riguarda il periodo tra il 2 luglio 2019 e il 20 dicembre 2021, ossia la prima metà della legislatura, il leader di Forza Italia ha partecipato al 58,9% delle sessioni di voto, che sono quelle su cui si calcolano le presenze (e buona parte delle stipendio) dei deputati. Nella top10 degli assenteisti, ci sono molti deputati, debitamente segnalati da Politico, che hanno avuto problemi di salute. A ogni modo, il 99% dei deputati (698 su 705) ha percentuali di presenza superiori all'80%, anche grazie al fatto che con la pandemia si è potuto lavorare (e votare) a distanza. 

Se il giudizio sull'assenteismo di Berlusconi può venire sospeso per via dei particolari tempi che viviamo, quello che si può affermare con certezza è che l'ex premier sia tra i più ribelli del suo gruppo politico, il Ppe. Nel 43,6% delle volte in cui il Cavaliere ha votato in aula, lo ha fatto adando contro le indicazioni dei popolari. Le prime 3 piazze dei ribelli del Ppe, stando a Politico, spettano tutte a italiani, con Berlusconi in seconda piazza. Ma se Luisa Regimenti (prima) e Lucia Vuolo (terza) hanno dalla loro il fatto di essere passate solo di recente tra i popolari (entrambe sono state elette con la Lega e quindi hanno spesso votato seguendo le indicazioni del gruppo Id, all'opposizione rispetto al Ppe), tale giustificazione non regge con Berlusconi.

Andando a sfogliare le altre classifiche sull'attività degli eurodeputati, spiccano alcuni buoni risultati fatti registrare dai rappresentanti italiani. Per esempio, nella top10 dei parlamentari che hanno presentato maggiori interrogazioni (uno degli strumenti chiave del lavoro dell'eurodeputato) ci sono ben tre politici nostrani, Rosa D'Amato (al terzo posto con 166 interrogazioni) e Ignazio Corrao (decimo con 146 interrogazioni), entrambi ex M5s ora del gruppo ecologista dei Greens, e Gianantonio Da Re (esponente della Lega e del gruppo Id, al quinto posto con 159 interrogazioni). 

Tre italiane, poi, figurano in un'altra top10, quella dei "costruttori di ponti', ossia dei parlamentari che vantano il maggior numero di emendamenti presentati e firmati insieme ad esponenti di altri gruppi politici: si tratta di Eleonora Evi (seconda, ex 5 stelle ora nei Verdi europei), Rosanna Conte (quinta, capogruppo della Lega e di Identità e democrazia in commissione Pesca) e di Francesca Donato (ex leghista che si piazza al settimo posto). 

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