Il "ritorno" di Berlusconi a Bruxelles in versione europeista. Ma da Merkel accoglienza fredda

Prima al vertice del Ppe, poi al Parlamento: il Cavaliere torna a farsi vedere tra i leader Ue dopo la sua nuova "discesa in campo". Con la Cancelliera tedesca solo un breve saluto

Berlusconi all'incontro con i deputati di Fi al Parlamento europeo

Chi lo ha seguito per tutta la giornata racconta che tra un pranzo con Merkel e con i leader dei popolari d'Europa e una visita a quel Parlamento europeo di cui fu deputato per soli due giorni, Silvio Berlusconi abbia voluto sgranchirsi le gambe facendo una camminata al Sablon, una dei quartieri storici (e più chic) di Bruxelles. Accolto calorosamente dai commercianti arabi che lo hanno riconosciuto e salutato quasi fosse stato il loro vecchio premier. Sarà stato questo inatteso momento di celebrità internazionale ad aver tirato su il morale del Cavaliere, sembrato ai più sottotono all'uscita del vertice del Ppe, prima tappa del suo “ritorno” nella Capitale europea.

Niente faccia a faccia con Merkel

Del resto, se l'intento era quello di lanciare un messaggio all'Ue sulla sua nuova “discesa in campo”, il risultato non è stato dei migliori. Stampa italiana a parte, infatti, l'arrivo di Berlusconi non ha smosso il resto dei giornalisti europei dai loro programmi (il vertice europeo con i corollari della Catalogna e della Brexit). E alla riunione del Ppe, gira voce che i grandi leader (Merkel compresa) si siano alzati dal tavolo prima dell'intervento del Cavaliere. Fatto confermato indirettamente dallo stesso Berlusconi, che alla vigilia del viaggio a Bruxelles aveva preannunciato un faccia a faccia con la Cancelliera tedesca per convincerla a sostenere la candidatura di Milano a sede dell'Agenzia Ue sul farmaco, l'Ema, pronta a traslocare da Londra. “Non ne abbiamo parlato, la chiamero' al telefono”, ha tagliato corto l'ex premier, prima di aggiungere: “Il mio discorso al Ppe è stato il più applaudito. E con la Merkel, dopo qualche incomprensione, i rapporti sono tornati quelli di prima, ossia di grande e reciproca stima”.

Berlusconi europeista

Sarà. Di sicuro, il Cavaliere è tornato a Bruxelles vestendo la versione moderata ed europeista, forse nell'intento di rassicurare l'Europa sulla possibilità di un futuro governo con lui di nuovo protagonista. Ha garantito che nella coalizione di centrodestra con gli euroscettici Salvini e Meloni, “nessuno mette in discussione l'appartenza all'Unione europea”. E che la Lega “ha messo da parte definitivamente il progetto di abbandondare l'Euro”. Certo, l'Europa “va riformata”, perché “ha tanti difetti, ma dopo due grandi guerre mondiali, dopo un secolo che ha visto tanto sangue di cittadini europei versato, abbiamo raggiunto due traguardi straordinari", come la pace e le frontiere aperte, ha aggiunto. Per Berlusconi, l'Unione europea "deve andare verso una politica di sviluppo che non può esserci con le regole del rigore tedesco, deve darsi assolutamente una politica estera unica e infine una politica di difesa unica".

Sulla Catalogna, non ha mancato di tirare le orecchie al suo collega di partito (europeo), il premier spagnolo Mariano Rayoj: “Non avrei probabilmente mandato la Guardia Civile per contrastare i catalani al voto al referendum", ha detto. E sui rifugiati, ha sfoggiato una versione quasi terzomondista, proponendo un megaprogramma di investimenti in Africa per far sviluppare imprese e occupazione. Con un messaggio all'Ue: “Gli Stati membri che non accettano di accogliere quote di rifugiati”, e dunque condividere il peso con l'Italia, vanno sanzionati. 

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Dopo aver incontrato gli eurodeputati di Fi e la stampa, Berlusconi ha anche “intrattenuto” un gruppo di una decina di giovani stranieri per il congresso dell'Internazionale giovanile di centrodestra. E chissà se anche loro avrà fatto l'augurio rivolto poche ore prima ai giornalisti italiani: “Ho fatto un'estate monacale, ma guardate adesso che fisico. Vi auguro di arrivare alla mia età con lo stessa forma, mentale e fisica”. Insomma, il Cavaliere è tornato.

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