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Berlusconi attacca i 5Stelle: “Sono una setta che prende ordini dall'alto”

Il Cavaliere: “La sinistra si è tolta dalla sfida elettorale, la corsa è tra noi e il M5s”. E a Bruxelles si propone come unico argine al populismo in Italia

Nel suo secondo e ultimo giorno di “missione” a Bruxelles, Silvio Berlusconi arriva dritto al punto del suo viaggio al cuore dell'Europa: proporsi ai partner Ue non solo come “garante” di moderazione in una coalizione che ha dentro la Lega Nord di Matteo Salvini, ma anche come unico argine al populismo in Italia, rappresentato a suo dire dal Movimento 5 Stelle. 

M5s come una setta

Il M5s, ha detto il Cavaliere, “non è un partito democratico ma una setta che riceve ordini dall'alto, da Grillo o dal figlio dell'altro socio di Grillo e c'è un preoccupante atteggiamento dei parlamentari 5Stelle a cambiare parere secondo convenienza”. Le parole di Berlusconi arrivano a margine dell'incontro con il presidente del Ppe, il francese Joseph Daul. Tra i due, parole di affetto e stima. E poco importa che appena cinque anni fa Daul si era scontrato duramente con il Cavaliere appoggiando Mario Monti, ossia proprio colui che, a detta di Berlusconi, aveva preso il potere al termine del “colpo di Stato” che lo aveva costretto alle dimissioni. Oggi Daul vede in Berlusconi un argine agli estremismi e ai populismi, come successo con Macron in Francia contro Marine Le Pen. Dimenticando, o facendo finta di dimenticare, che l'alleato di Le Pen in Europa è Salvini. 

No a politici di professione

Ma l'attenzione del centrodestra europeo, al momento, è tutta rivolta al M5s. Lo spiega bene il Cavaliere: "I moderati, i liberali e i cattolici in Europa non hanno più come avversario diretto la sinistra ma i partiti populisti: in Italia c'è una situazione uguale, la sinistra si è tolta dalla sfida che oggi è tra Cinque Stelle e coalizione di centrodestra”. E nel parlare di Di Maio e co. cita “le vignette bellissime di Giovannino Guareschi, che i giovani non conoscono ma che hanno fatto epoca, 'Contrordine compagni', con i comunisti di allora, che erano prontissimi a cambiare posizioni dietro ordine di Mosca o di Togliatti. Così succede anche con i Cinque Stelle: no assolutamente a un'alleanza, sì a qualsiasi alleanza possibile; no euro, sì all'euro; sui vaccini lo stesso. E' un partito che gli italiani votano per il disgusto creato in questa legislatura dal comportamento dei politici di professione”, ha concluso Berlusconi. Promettendo che lui, di politici di professione, farà a meno nelle liste elettorali di Forza Italia. Si vedrà: di ritorno a casa, infatti, il Cavaliere dovrà occuparsi proprio della difficile quadra interna della candidature. 

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