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Martedì, 7 Dicembre 2021
L'allarme

Allarme a Berlino: i nostri confini presto travolti dai migranti in arrivo dalla Bielorussia

Arrivano in Germania passando dalla Polonia, le autorità temono che la situazione potrebbe ulteriormente degenerare e raggiungere i livelli del 2015

Migliaia di migranti in arrivo dalla Bielorussia stanno cercando di entrare in Germania passando dalla Polonia. Secondo le autorità il confine sarebbe a rischio collasso e le infrastrutture di sicurezza rischiano di non reggere. L'Unione europea accusa Alexander Lukashenko di favorire gli ingressi irregolari come forma di ritorsione contro le sanzioni imposte al Paese, e il governo di Minsk ha anche deciso di non accettare più i rimpatri dei migranti che sono entrati irregolarmente nel blocco attraverso i suoi confini. La situazione, che inizialmente riguardava solamente Polonia, Lituania e Lettonia, Paesi direttamente confinanti con la Bielorussia, si starebbe adesso estendendo anche ad altre nazioni dell'Unione.

La paura di Berlino

I tre Stati confinanti con l’ex Paese sovietico avevano già messo in allarme sul fatto che la situazione alla frontiera fosse estremamente difficile e avevano dichiarato lo stato di emergenza schierando eserciti e polizia per impedire il passaggio dei richiedenti asilo. Secondo quanto riportato dal Times almeno 4mila persone sarebbero arrivati in Lituania e un numero simile in Lettonia, numeri oltre 20 volte superiori agli anni precedenti. Le autorità polacche dicono di aver fermato più di 16mila tentativi di ingresso da agosto, con il tasso che è aumentato a più di 500 tentativi di ingresso al giorno nelle ultime settimane.

Per far fronte alla situazione Varsavia ha fatto ereggere una recinzione di filo spinato, ha progettato un muro da 350 milioni di euro lungo il confine nord-est con la Bielorussia e ha schierando elicotteri militari per pattugliare la frontiera. Nonostante il rafforzamento dei controlli migliaia di persone sono comunque riuscite ad attraversare il confine e raggiungere la Germania. Secondo Tadeusz Iwanski, capo del dipartimento di Ucraina, Bielorussia e Moldavia presso il Centro di Studi Orientali Osw, sarebbero coinvolti i trafficanti di persone con sede in Polonia che trasporterebbero i migranti con macchine e autobus. Secondo lui “con tutta l’attenzione mediatica” sarebbe impossibile che “i migranti camminino per giorni attraverso il Paese senza essere individuati. La Polonia non era la terra promessa per loro, era la Germania", ha detto. Circa 5mila persone avrebbero raggiunto così il territorio tedesco e di queste circa 2.600 sono già arrivate in strutture di asilo nel Brandeburgo ed è stata messa in piedi una tendopoli improvvisata a Eisenhüttenstadt, vicino al confine polacco.

La situazione sta causando il panico tra le autorità di frontiera tedesche che temono che le cose potrebbe degenerare e raggiungere i livelli del 2015, quando in seguito alla crisi siriana 800mila rifugiati erano arrivati nel Paese. Heiko Teggatz, capo del sindacato federale di polizia tedesco ha detto che il numero di che stanno tentando di entrare nel loro territorio ha già raggiunto i livelli visti al confine austriaco nel 2013 durante la fase iniziale del movimento migratorio di massa in Europa. Negli ultimi mesi sono stati fermati circa 5mila migranti, di cui 500 nell’ultimo fine settimana e "il numero di ingressi illegali rilevati è in aumento quasi esplosivo da mesi", spiega Teggatz in una lettera a Horst Seehofer, il ministro degli Interni.

Le accuse di Bruxelles

Secondo Bruxelles la colpa della situazione sarebbe imputabile alle politiche di Lukashenko che è da tempo accusato di sfruttamento dell’immigrazione per fini politici. In particolare l’esecutivo di Minsk utilizzerebbe i rifugiati come ritorsione nei confronti delle sanzioni che le erano state imposte dall’Unione. L'Europa accusa lo Stato ex sovietico di fare arrivare i migranti provenienti principalmente da Iraq, Siria, Yemen e Iran, in viaggi organizzati dall'agenzia di viaggi statale, facendoli alloggiare in hotel statali e facendogli depositare somme di molte migliaia di dollari. I migranti pagherebbero a queste agenzie tra i 5mila e i 7mila euro e buona parte di questi soldi verrebbe trattenuta dal governo. Poi questi stessi migranti verrebbero lasciati andare verso l'Ue che è la loro reale destinazione.

Secondo le stime da luglio Lukashenko avrebbe fatto entrare in Bielorussia persone provenienti da oltre 70 paesi, con la promessa implicita di una nuova vita in Europa. La situazione, secondo Iwanski, sarebbe destinata a peggiorare ulteriormente dato che il presidente bielorusso ha aggiunto l'Iran, il Pakistan, l'Egitto e la Giordania alla lista delle nazioni dalle quali non è necessario il visto e ha detto che i migranti potrebbero arrivare anche in aeroporti regionali più piccoli fuori Minsk. Secondo Iwanski "questo è un segnale che Lukashenko non si sta tirando indietro. Il suo obiettivo è quello di costringere l'Occidente al tavolo e ritirare le sanzioni, e i viaggi senza visto mostrano che è impegnato a portare più persone per mantenere la pressione".

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