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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Danni di guerra

"Dateci i beni sequestrati alla Russia per ricostruire l'Ucraina". Ma l'Ue delude Kiev

Il governo di Zelensky vorrebbe le riserve congelate della Banca centrale russa e gli altri asset degli oligarchi. Ma Bruxelles deve fare i conti con un quadro legale che non ne consente la confisca

La Russia deve pagare i danni della guerra. Lo ripetono da mesi come un mantra i rappresentanti dell'Unione europea che, almeno a parole, si trovano d'accordo con gli appelli di Kiev. Tuttavia le ville, gli yacht e i conti sequestrati agli oligarchi russi per un valore di decine di miliardi di euro e le riserve immobilizzate della Banca centrale russa, che varrebbero 300 miliardi di euro, restano in Europa e senza che nessuno possa disporne. Questo perché i beni posti sotto sequestro non possono essere confiscati per sanzionare l'invasione di Mosca. Per fare ciò ci vuole la condanna di un giudice.

I fondi russi nelle casse Ue

Il concetto è stato ribadito nella prima riunione in presenza a Bruxelles della task force europea "Freeze and Seize" per il congelamento e il sequestro dei beni russi appartenenti a soggetti sanzionati per l'invasione dell'Ucraina. "Finora siamo riusciti a congelare 21,5 miliardi di euro in asset di oligarchi ed entità nella lista di sanzioni e continueremo a lavorare su diversi tipi di beni come le riserve della Banca centrale russa che è stato possibile immobilizzare e sulle transazioni congelate in diverse istituzioni", ha detto prima della riunione il commissario europeo alla Giustizia, Didier Reynders. Alla riunione ha partecipato anche il procuratore generale ucraino, Andriy Kostin, che ha ribadito le richieste di Kiev tutt'altro che facili da realizzare secondo Bruxelles.

Le richieste di Kiev

"Dal nostro punto di vista gli asset sovrani della Russia sono lo strumento migliore e più giusto per compensare i danni causati dall'aggressione russa", ha spiegato il procuratore rispondendo alle domande dei giornalisti. E nonostante i dubbi di Bruxelles "per l'Ucraina è estremamente importante ricevere riparazioni non solo dai beni confiscati a privati che hanno aiutato gli aggressori" ovvero da oligarchi, politici e militari finiti nel mirino dell'Ue, "ma anche dallo Stato russo", ha precisato Kostin. Il riferimento, neanche troppo velato, è alle ingenti risorse della riserva della Banca centrale russa. Un tesoro da centinaia di miliardi di euro che Bruxelles vuole tenere al sicuro per le possibili trattative con Mosca. 

I sequestri in Usa e Canada

Argomenti che non hanno convinto il procuratore generale ucraino che ha citato il caso di altri Paesi che, a suo dire, stanno facendo di più. Kostin ha citato il sequestro di proprietà per 5,4 milioni di dollari all'oligarca Konstantin Malofeev realizzato negli Usa. "Le autorità statunitensi stanno intraprendendo le azioni procedurali per trasferire i fondi all'Ucraina", ha spiegato il procuratore. "Recentemente anche le autorità canadesi hanno sequestrato beni per oltre 26 milioni di dollari con l'obiettivo di trasferirli all'Ucraina", ha spiegato Kostin. "Ci auguriamo - ha aggiunto - che questi casi possano fare da apripista per i passi futuri da parte di altri Paesi, inclusi gli Stati membri dell'Unione europea". "Sono molto ottimista perché lo scorso 24 febbraio non ci saremmo mai aspettati tutto il sostegno che poi abbiamo ricevuto", ha concluso. 

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Un nuovo eurocrimine

Ma al netto dell'ottimismo del procuratore le regole europee parlano chiaro. Un oligarca russo, per quanto legato a Putin e al suo cerchio magico, non può subire la confisca dei beni senza aver compiuto alcun crimine. Di qui l'idea Ue di crearne uno nuovo. "Stiamo lavorando a una proposta di direttiva - ha spiegato Reynders - per applicare l'estensione della lista di eurocrimini per includere la nuova condotta criminale di tentativo di aggirare le sanzioni alla Russia". Cò consentirebbe di "procedere con la confisca degli asset oggetto della condotta criminale", qualora gli oligarchi dovessero tentare di aggirare le misure Ue. Ma le riserve della Banca centrale russa, è il messaggio sottinteso di Bruxelles, non si toccano. 

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