Stretta sulla criminalità organizzata, sarà più semplice confiscare beni anche in altri Stati Ue

Approvata in commissione Libertà civili del Parlamento Ue la riforma del regolamento che prevede tempi più brevi per l'esecuzione di un ordine internazionale e maggiori garanzie di risarcimento per le vittime

Secondo le stime di Eurostat ben il 98,9% dei profitti criminali nell'Unione europea non viene confiscato. I dati disponibili affermano che tra il 2010 e il 2014, solo il 2,2% di questi profitti sia stato provvisoriamente sequestrato o congelato e solo l'1,1% è stato poi effettivamente confiscato. Per questo a Bruxelles sono in discussione nuove regole che puntano a fare sì che ci siano tempi più stringenti per il congelamento transfrontaliero e la confisca dei beni e più garanzie per le vittime di essere compensate.

La commissione Libertà civili del Parlamento europeo ha approvato con 43 voti favorevoli, due contrari e un'astensione un testo, già concordato con il Consiglio, che punta a rendere più rapido e semplice per gli Stati membri dell'Ue chiedersi reciprocamente di congelare beni o confiscare proprietà criminali. “La criminalità organizzata è un problema di scala europea, per affrontarla è necessaria una risposta efficace a livello Ue”, e “il congelamento e la confisca di beni ottenuti da attività criminali è una parte importante di questo lavoro perché permette di privare i criminali dei proventi ottenuti dalle loro attività, mentre la confisca può essere utilizzata anche per risarcire le vittime o per potenziare le attività di contrasto”, ha affermato l'eurodeputato socialista Emilian Pavel. S

econdo il testo approvato ogni Paese avrà 45 giorni per eseguire un ordine di confisca per contro di un altro Stato membro quando questo lo emetterà, e addirittura solo quattro giorni per eseguire un congelamento quando questo sarà reputato urgente. Si omologheranno poi moduli e certificati in modo da rendere le comunicazioni tra le varie nazioni più semplici e veloci. Inoltre le confische potranno essere richieste anche prima della condanna, ad esempio nei casi in cui l'accusato sia scappato. Il nuovo regolamento punta infine ad aiutare le vittime stabilendo che debbano essere le prime a essere risarcite grazie ai proventi dei beni confiscato.

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