Il ministro belga contro gli uomini 'effeminati': “Dove va il mondo? Lunga vita ai normali”

L'esponente della destra separatista finisce nella bufera, insorgono le associazioni Lgbt: "Si scusi con chi viene discriminato"

Foto Ansa EPA/STEPHANIE LECOCQ

Un uomo non deve essere effeminato ma virile, “normale”. Sta suscitando forti polemiche il post pubblicato e poi rimosso dalla pagina Facebook del Segretario di Stato belga all’Immigrazione, Theo Francken, che ha scatenato le reazioni delle associazioni che promuovono i diritti civili e dei membri dello stesso governo di cui fa parte il politico fiammingo. Commentando un articolo su dei capi di lingerie maschile, con una foto di tre uomini che la indossavano, Francken ha scritto sul suo profilo social: “Uomini che si truccano, che indossano intimo femminile, che usano la borsetta, che aspettano un bambino… Da che parte sta girando il mondo? Lunga vita agli uomini normali che stanno bene così come sono e non hanno bisogno di queste assurdità.”

Il post ha scatenato subito la dura reazione dell'associazione Lgbti fiamminga Çavaria, nonché di molti utenti del social. “Chiunque non si ritrovi negli stereotipi dell'uomo o della donna è ferito ed emarginato. Dividiamo il mondo in persone "normali" e "anormali". Questa non è l'immagine del mondo che difendiamo”, ha scritto l'associazione in un comunicato facendo appello a cittadini e istituzioni: “È importante che tutta la società reagisca con vigore”. Dopo le critiche Francken ha modificato le parti più controverse del suo intervento, prima di rimuoverlo interamente dal proprio profilo. Il passo indietro del Segretario all’Immigrazione è comunque arrivato solo quando il contenuto originale era già diventato virale. Francken, nel tentativo di correggere il tiro, aveva precisato che non aveva alcun intento di attaccare gli omosessuali, ma solo di criticare l’eccessiva attenzione dei media per “un fenomeno marginale che non ha nulla a che fare con il 98% degli uomini”.

La precisazione non è servita a distogliere l’attenzione dal post originale ed è cresciuta la pressione per un intervento in difesa delle libertà individuali da parte della Segretaria per le Pari opportunità e del ministero per l’Integrazione sociale. Çavaria ha chiesto non solo le scuse da parte di Francken, ma anche che il suo partito la N-VA (Nuova Alleanza Fiamminga), una sorta di Lega belga, prenda le distanze dalle parole dell’esponente del governo.  Bart De Wever, leader della N-VA ha difeso la libertà del collega di esprimere opinioni. Ha anche precisato che il suo partito non deve scusarsi con nessuno, visto che la sua posizione ufficiale è che “l’identità sessuale delle persone non debba costituire alcun tipo di ostacolo nella libera società del 21mo secolo”.

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Zuhal Demir, Segretaria di stato per le Pari opportunità, si è espressa sulle parole del collega di governo scrivendo su Twitter: “L’identità sessuale di una persona rappresenta una libertà individuale che ognuno esprime a modo suo e che riguarda solo le stessi. Continuate pure a comprare la roba intima che vi fa sentire meglio.”

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