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Foto Ansa EPA/HAYOUNG JEON

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Il Belgio vuole concedere anche di scegliere il sesso X nelle carte d'identità

La decisione del governo dopo una sentenza della Corte costituzionale secondo cui poter scegliere solo tra maschio e femmina è restrittivo e discriminatorio verso le identità non binarie

Non più solo la M di maschile e la F di femminile, il Belgio si appresta a inserire la X sui documenti per chi non si riconosce in nessuno di questi due sessi in maniera esclusiva. Questa è una delle mosse del nuovo governo guidato da Alexander De Croo che vuole mostrarsi più inclusivo.

La sentenza della Corte

Come racconta il Telegraph la decisione fa seguito a una sentenza della Corte costituzionale dello scorso anno, secondo la quale le leggi belghe sui transgender non erano abbastanza inclusive. Nel 2017 era stata già approvata una legge per consentire alle persone di cambiare il sesso loro assegnato alla nascita sui documenti ufficiali senza dovere sottoporsi a un esame psicologico o un'operazione. La Corte ha però lamentato anche che anche questo intervento era restrittivo e discriminatorio perché le persone avrebbero ancora dovuto scegliere tra barrare la casella maschile o femminile sui documenti, ma alcuni non si riconoscono in queste definizioni binarie, e hanno una sessualità più fluida. "Si tratta di una questione eticamente delicata, ne sono consapevole. Per questo voglio coinvolgere il Parlamento e spero che la discussione si possa svolgere in franchezza e libertà", dichiarato il ministro federale della Giustizia, Vincent Van Quickenborne.

Nel resto del mondo

La mossa del Belgio non sarebbe unica nel mondo, India, Nepal, Argentina, Australia, Canada, hanno già introdotto il sesso "X" nei passaporti e nelle carte d'identità. In Olanda invece dal 2024 il sesso non comparirà proprio più sui documenti di riconoscimento. Quando si tratta di diritti della comunità Lgbt+ il Belgio è uno dei Paesi più liberali dell'Unione. Qui le coppie omosessuali possono sposarsi e anche adottare dei bambini. Nel 2011 la nazione è diventata la prima nella storia moderna ad essere guidata da un uomo apertamente gay, Elio Di Rupo, e nel suo attuale esecutivo c'è anche un ministro transgender, Petra De Sutter.

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