Il Belgio batte tutti i (suoi) record: 15 mesi senza Governo. Dodicesimo incarico del re Filippo

Fallito il tentativo dei due leader dei nazionalisti fiamminghi e dei socialisti valloni, la palla torna a un liberale che cercherà di tessere alleanze nel frammentato panorama politico belga. Gli osservatori temono un ritorno anticipato alle urne

Il re Filippo (foto di archivio)

Con il liberale Egbert Lachaert sale a dodici il numero di esponenti politici incaricati dal sovrano belga, il re Filippo, di formare un Governo che ponga fine alla crisi politica in cui è sprofondato il Belgio dopo le elezioni federali del 26 maggio 2019. Lo scorso 3 agosto, il Paese ha superato il suo stesso record di 589 giorni senza un esecutivo. 

Lo scenario

Il precedente record era stato registrato dalla caduta dell'esecutivo guidato da Yves Leterme il 26 aprile 2010 all'incarico conferito a Elio di Rupo il 6 dicembre 2011. Questa volta il quadro politico sembra ancora più frammentato e incapace di darsi una maggioranza stabile a ben 15 mesi dalle ultime elezioni. Solo venerdì scorso, i presidenti dei due maggiori partiti belgi, Bart De Wever della destra fiamminga N-VA e Paul Magnette del Partito socialista vallone, hanno annunciato di aver gettato la spugna. Il re Filippo ha accettato le loro dimissioni per poi affidare il loro compito al presidente del partito liberale fiammingo Open VLD, Egbert Lachaert, come annunciato martedì dal Palazzo Reale.

Il Governo provvisorio ancora in sella

L’ultimo Governo di maggioranza guidato da Charles Michel è caduto il 21 dicembre 2018. A causa dell'impossibilità di trovare un candidato sostenuto da una maggioranza alternativa, Michel era rimasto al suo posto per gli affari correnti fino al 26 ottobre 2019 quando, nominato presidente del Consiglio europeo, era stato sostituito dalla ministra della Funzione Pubblica, Sophie Wilmes, incaricata dal re Filippo come primo ministro ad interim e poi rimasta al suo posto per evitare di convocare nuove elezioni nel pieno dell'emergenza coronavirus.

Un Paese diviso

Lachaert è la dodicesima persona in 15 mesi a cui il re ha affidato il compito di trovare una soluzione e scongiurare lo scenario di un ritorno anticipato alle urne, definito da tanti osservatori “apocalittico”, viste le profonde divisioni che caratterizzano la società belga. Le ultime elezioni mostrarono un Paese spaccato in due, con i Verdi e i socialisti vittoriosi nel Sud francofono e le destre trionfanti nel Nord fiammingo.

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