Belgio, il governo propone irruzioni nella case per “stanare” i migranti irregolari

Il disegno di legge ha scatenato le proteste di giudici e ong: “Un giorno ci sveglieremo in un paese in cui i diritti fondamentali non esistono più”

EPA/OLIVIER HOSLET

Nei giorni terribili degli attentati di Bruxelles, il Belgio fini' sotto accusa per le sue leggi troppo garantiste che, a detta dei detrattori, avrebbero favorito la proliferazione di terroristi. Oggi, il paese si divide su una proposta di legge che va in senso diametralmente opposto e che mira ad autorizzare i raid delle forze dell'ordine nelle case private qualora via sia il sospetto che in quella abitazione vi sia un migrante senza un titolo di soggiorno valido.

La proposta di Francken

La proposta è arrivata dal governo, o meglio dal ministro per l'Immigrazione, il nazionalista fiammingo Theo Franken, che non è nuovo a iniziative di questo tipo. Finito nel mirino delle ong per aver promesso di “ripulire” dai migranti (cosi' disse) un parco di Bruxelles divenuto una sorta di punto di ritrovo per gli stranieri senza tetto, Francken fece di peggio: in seguito a un accordo con il governo sudanese, fece rimpatriare dei richiedenti asilo. Che sono poi stati torturati una volta rimesso piede nel loro paese. 

Il caso mise in imbarazzo il premier Charles Michel, che si difese dicendo di non sapere nulla dell'accordo con il regime sudanese, ma non ha fermato l'intraprendenza anti-migranti irregolari di Francken. Che ora vuole rendere più semplice la “caccia” ai clandestini: secondo la legge proposta, la polizia potrebbe ottenere con estrema facilità un mandato di perquisizione qualora vi sia il sospetto che in una casa sia ospitato un migrante a cui è stato ordinato di lasciare il paese.  Finora, per il diritto belga, le irruzioni nelle case possono avvenire solo in casi di crimini gravi. La clandestinità non è tra questi. Almeno finora.

Le proteste dei giudici

Molti giudici hanno criticato aspramente la proposta di Francken: “Un giorno ci sveglieremo in un paese in cui i diritti fondamentali non esistono più – ha detto il magistrato Philippe Van Linthout – come giudice ritengo sia davvero importante mettere le persone in guardia”. 

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I difensori del disegno di legge, scrive Eunews, affermano che è necessario eseguire i rimpatri in modo più efficace, e  che un raid della polizia sarebbe utilizzato solo come ultima risorsa, una volta che al migrante è stato detto più volte di andarsene. Alcune ong hanno contestato la proposta, sottolineando che la stragrande maggioranza dei migranti collaborerebbe con la polizia che viene a bussare alla porta. “Nel 2016, più di 19 mila controlli sono stati effettuati dalla polizia su richiesta dell’ufficio immigrazione: su 127 casi solo uno straniero ha rifiutato di cooperare non aprendo la porta”, ha detto Sotieta Ngo, direttrice dell’associazione Ciré.
 

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