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Giovedì, 26 Maggio 2022
Estremismo islamico / Belgio

Il Belgio espelle l’imam di Molenbeek: incoraggiava i fedeli a bruciare gli ebrei

L’influente predicatore ha fatto ricorso per poter rientrare nel Paese. Per le autorità rappresentava una seria minaccia per la sicurezza nazionale

Ha vissuto in Belgio per quarant’anni, ma notoriamente non parla né francese né fiammingo. Mohamed Toujgani, l'imam capo della moschea Al Khalil nel quartiere brussellese di Molenbeek, tre mesi fa ha perso i diritti di soggiorno nel Paese Ue e oggi si trova all’estero, da dove ha fatto ricorso contro il provvedimento. A pubblicare nelle ultime ore la notizia dell’espulsione è stato il giornale online fiammingo Vrt, che ha precisato i motivi dell’ordine ministeriale. L’influente guida spirituale di nazionalità marocchina predicava l’odio dalla moschea più grande del Belgio e rappresentava una seria minaccia per la sicurezza nazionale, hanno affermato fonti del governo di Bruxelles. 

Sammy Mahdi, ministro per l’Asilo e la migrazione del governo belga, ha confermato la notizia senza fornire ulteriori dettagli sulla natura della minaccia. “In passato, troppo spesso i predicatori d'odio hanno ricevuto spazio per diffondere e difendere le loro idee”, ha affermato il ministro. “Toujgani è stato probabilmente il più influente di loro” e  “desideriamo mandare un messaggio: coloro che seminano l'odio, dividono la nostra società e minacciano la sicurezza nazionale non sono i benvenuti in Belgio. Né oggi e né in futuro”, ha concluso il ministro Mahdi, figlio di un rifugiato iracheno scappato in Belgio negli anni Settanta.

Toujgani è noto soprattutto nella vasta comunità musulmana che vive nella capitale belga. Nel quartiere di Molenbeek, da dove provengono diversi attentatori che hanno compiuto azioni terroristiche in Francia, l’imam espulso predicava una versione estremamente conservatrice dell’islam. Considerato vicino ai Fratelli musulmani, aveva attirato l’attenzione della stampa belga per via dei suoi discorsi d’odio risalenti al 2009 pubblicati su YouTube nei quali invitava i fedeli a “bruciare gli sionisti” e minacciava la comunità ebraica. Toujgani si era poi giustificato spiegando che la predica era stata una reazione emotiva al conflitto tra israeliani e palestinesi nella Striscia di Gaza.

I servizi di sicurezza belgi oggi associano Toujgani a presunte azioni di spionaggio condotte da autorità marocchine. Di fatto, l’imam risulta presidente della Lega degli imam marocchini del Belgio, organizzazione fortemente influenzata dalle autorità di Rabat. La Lega è inoltre accusata di diffondere estremismo.

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