Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Il Belgio dice no al green pass nei ristoranti e nei trasporti: "Non ce n'è bisogno"

Il premier De Croo non intende seguire l'esempio francese: "Soluzione non è organizzare le nostre vite con i lasciapassare"

Il premier belga Alexander De Croo

Il Belgio non intende seguire l'esempio della Francia (o dell'Italia, stando alle ultime notizie): niente green pass obbligatorio per accedere al ristorante o ai mezzi di trasporto. Lo ha detto il premier di Bruxelles, il liberale Alexander De Croo: ""Il nostro tasso di vaccinazione è molto più alto che in Francia. Non abbiamo bisogno di tali misure", ha detto in una intervista al quotidiano DH.

In Belgio recordi di vaccinazioni

A oggi, il Belgio ha uno dei tassi di vaccinazione della popolazione adulta più alti d'Europa: ben il 70% ha completato la vaccinazione, mentre circa l'84% ha ricevuto almeno una dose. Secondo De Croo, l'unico utilizzo obbligatorio del certificato Covid potrebbe riguardare "i grandi eventi", ma solo temporaneamente, al massimo "fino a settembre". Per il leader belga, non è solo una questioni di tasso di vaccinazione: "La soluzione non può mai essere quella di organizzare la nostra vita con i lasciapassare", ha aggiunto. De Croo ha comunque ammesso che delle eccezioni potrebbero riguardare i grandi centri, come Bruxelles e Anversa, dove però a decidere spetta alle autorità locali.

Nell'intervista, il premier ha ricordato i momenti più difficili della gestione della pandemia. "Quello che abbiamo dovuto fare è andato contro tutto ciò in cui credo - ha detto il leader liberale - Sono dell'avviso che se dai alle persone la libertà, le cose vanno meglio, che ci si può fidare di loro. Non avrei mai pensato (che avrei fatto il contrario, ndr), di decidere quante persone puoi ospitare a casa. Il momento più difficile è stato a Natale, quando non potevamo vederci con la famiglia. Ho dubitato, mi sono chiesto se fosse giusto. Ma è stata la decisione giusta", ha concluso.

Proteste in Francia

Intanto, in Francia si continua a protestare contro le nuove norme che renderanno obbligatorio il certificato Covid per accedere a una serie di servizi e luoghi pubblici: in tutto il Paese vi sono stati cortei con migliaia di partecipanti. A Parigi vi sono stati scontri a place de la Republique, dove è arrivato il principale corteo, partito dalla stazione metro di Villiers. Un camion dei gendarmi è stato attaccato e la polizia ha lanciato lacrimogeni sulla folla. Alla stazione di Montparnasse, in testa ai manifestanti marcia Florian Philippot, leader del partito di estrema destra "I patrioti" ed ex vice presidente dell'allora Front National di Marine Le Pen.

Proteste sono state organizzate in 150 città francesi. Nel sud est del paese sono scesi nelle piazze almeno in 20mila, scrive le Figaro, sottolineando che in diverse città i partecipanti sono aumentati rispetto a sabato scorso. A Montpellier sono stati in 8500, a Nizza 6mila, Aix-en-Provence in 2200, ad Avignone oltre 3mila, a Strasburgo 3200. Si tratta, nota il giornale, di una folla molto eterogenea, che va dai trentenni ai pensionati, con alcuni gilet gialli, dove spuntano anche vessilli comunisti, della sinistra radical di La France Insoumise, ma anche bandiere francesi con la croce di Lorena della resistenza gollista.
 

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