"Col coronavirus 30mila morti in Belgio", il sindacato dei medici lancia l'allarme. Ma è polemica

Le stime dell'Absym, la principale organizzazione dei dottori belgi, hanno aumentato il panico nel Paese, dove a oggi si contano 25 casi. Per altri esperti, pero', si tratta di cifre esagerate

La ministra della Salute belga Maggie De Block

In Belgio, i casi accertati di coronavirus sono finora 25. Eppure sui media non si parla d'altro, anche per via dell'alta presenza di cittadini provenienti dalle zone europee più colpite dai contagi. E ad alimentare le crescenti preoccupazioni della popolazione si ci è messo anche il sindacato dei medici, secondo cui il Paese rischia di dover fare i conti con oltre 33mila morti a causa del Covid-19.

La cifra, va detto, rappresenta lo scenario peggiore. Ma la valutazione di Philippe Devos, capo dell'Absym, il principale sindacato di categoria del Belgio, ha scatenato paure e polemiche. Basandosi sui dati ufficiali del Servizio pubblico della sanità, dell’Organizzazione mondiale della sanità e del Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie, senza misure drastiche in termini di prevenzione, Devos stima che più di 850mila belgi potrebbero essere infettati in quanto il coronavirus è 1,7 volte più contagioso dell’influenza stagionale che colpisce 500mila persone ogni anno nel Paese.

Delle persone infette, sempre secondo questo scenario, 117.00 saranno ricoverate in ospedale e 52.000 avranno bisogno di cure intensive. Solo 30.000 letti sono disponibili, di cui 1.400 sarebbe occupati per la terapia intensiva. “Una volta riempiti questi letti, il paziente non potrà più essere curato con mezzi tecnologici elevati. Tornerà a casa e sarà curato con i mezzi disponibili. Ciò spiega allora un aumento della mortalità che si osserva nelle regioni in cui il sistema sanitario ha superato la saturazione”, prosegue il dottore. In caso di insufficienza di letti, il numero di decessi potrebbe essere di 33.150 se il tasso di mortalità dovesse arrivare al 3,9%. 

Un quadro allarmante, che pero' diversi esperti hanno subito contestato. “Fin dall’inizio dell'epidemia, il Belgio si sta preparando a ogni eventualità. Quindi questi calcoli apocalittici non hanno ragione di essere. Non serve a nulla avanzare numeri, se non a seminare il caos e a giocare con la paura delle persone. Scientificamente non ha senso”, è stata la dura replica di Emmanuel André, microbiologo all’Università di Leuven.

Sulla stessa linea il virologo Steven Van Gucht, a capo del comitato di esperti della task force creata dal governo per far fronte al coronavirus: "Lo scenario peggiore di fronte al coronavirus implicherebbe l’ospedalizzazione tra le 2mila e le 3mila persone, di cui 500-700 in terapia intensiva. In questo caso l’intera struttura ospedaliera dovrà essere interamente utilizzata. Se il virus si fosse diffuso contemporaneamente all’influenza stagionale, la situazione sarebbe diventata problematica", ha spiegato in conferenza stampa.  

Il Belgio ha intensificato i controlli relativi al coronavirus dopo lo scoppio dell'epidemia in Italia. Stando ai test effettuati finora, sono 25 le persone infette. Quasi tutti ritornavano da viaggi nel Nord Italia. 

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