rotate-mobile
Venerdì, 21 Gennaio 2022
Attualità Belgio

In Belgio vince la cultura: teatri e cinema riaperti per ordine dei giudici

Il governo li aveva chiusi per evitare i contagi. Ma il Consiglio di Stato ha dato ragione al ricorso dei creatori di uno spettacolo teatrale che andrà in scena a Bruxelles

I teatri e i cinema belgi possono riaprire. Dopo giorni segnati da manifestazioni e azioni di disobbedienza civile contro le nuove restrizioni sul Covid - che hanno decretato la chiusura dei luoghi di spettacolo, ma non di bar e ristoranti - i giudici hanno dato torto al governo belga. Ad avere la meglio sull’esecutivo sono stati i creatori di uno spettacolo teatrale che dovrebbe andare in scena dal 28 al 30 dicembre a Bruxelles. Un progetto tramontato una settimana fa con i nuovi provvedimenti del governo belga, ma risorto nelle ultime ore con la decisione del Consiglio di Stato.

Lo scorso 22 dicembre il Comitato di concertazione - organismo composto da governo federale, rappresentanti delle regioni ed esperti nella lotta alla pandemia - aveva stabilito le misure che non sono andate giù al settore della cultura. Nonostante il calo dei contagi nel Paese, da una media di quasi 20 mila nuovi casi al giorno a inizio dicembre agli attuali 5 mila, politici e tecnici avevano scelto la linea dura su alcuni luoghi di aggregazione sociale, chiudendo cinema, sale da concerto e teatri. Le uniche attività culturali salvate dal decreto erano i musei e le biblioteche. 

Decisioni alle quali si sono subito opposti una serie di cinema e teatri di Bruxelles, che il 26 dicembre, giorno di Santo Stefano, hanno deciso di aprire comunque disobbedendo alle nuove regole. I luoghi culturali applicano da mesi le norme sul distanziamento tra gli spettatori, che devono mostrare il Green pass all’ingresso e portare la mascherina durante film e spettacoli. Alla disobbedienza di alcuni operatori si sono unite le manifestazioni dei lavoratori del settore che, sempre il giorno di Santo Stefano, sono scesi in piazza uniti dagli slogan “senza cultura non c'è futuro” e “the show must go on”. 

Il giorno prima della mobilitazione, il 25 dicembre, il Consiglio di Stato ha ricevuto una richiesta estremamente urgente inoltrata da Mathieu Pinte e dai creatori dello spettacolo teatrale Demain c’était mieux (letteralmente, Domani era meglio), in programma al Centro culturale di Auderghem, in un quartiere residenziale della capitale belga. I giudici, in una decisione comunicata ieri sera, hanno quindi sospeso la chiusura dei teatri e dei centri culturali con effetto immediato, ma non dei cinema. La palla è dunque passata nuovamente al governo belga, ora costretto non solo ad applicare la decisione dei giudici, ma anche ad estenderla ai cinema per non creare disparità ingiustificate che potrebbero finire nuovamente del mirino di nuovi ricorsi amministrativi. 

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

In Belgio vince la cultura: teatri e cinema riaperti per ordine dei giudici

Today è in caricamento