Mercoledì, 22 Settembre 2021
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La Bce riduce il bazooka, ma rassicura i mercati: Lagarde sparge ottimismo e cala lo spread

L’economia Ue dovrebbe tornare ai livelli pre-Covid entro la fine dell’anno, in anticipo sulle precedenti previsioni che la collocavano nel 2022. E le Borse festeggia la politica “leggermente aggressiva” di Francoforte

Con l’economia in ripresa, il programma della Banca centrale europea di acquisti di titoli Stato - il Pepp, famoso anche come ‘bazooka’ - potrà rallentare, ma di certo non smetterà di pompare soldi. Lo ha garantito oggi Christine Lagarde, subito dopo la riunione del Consiglio direttivo della Bce. La numero uno dell’Eurotower si è detta ottimista sulla ripresa, prevedendo che entro la fine del 2021 l'economia europea tornerà a crescere sopra i livelli pre-Covid. Una stima migliore delle precedenti che datavano il ritorno alla ricchezza pre-pandemica non prima del 2022.

“Con oltre il 70% degli adulti in Europa ad aver completato il ciclo vaccinale - ha esordito la presidente della Bce - l’economia è ampiamente ripartita, consentendo ai consumatori di accrescere la spesa e alle imprese di incrementare la produzione”. Tuttavia, “il diffondersi della variante Delta a livello mondiale potrebbe ritardare la piena riapertura dell’economia”. Di qui la decisione di mantenere “condizioni di finanziamento favorevoli con un ritmo degli acquisti netti di attività nel quadro del Programma di acquisto per l’emergenza pandemica (Pepp) moderatamente inferiore rispetto ai due trimestri precedenti”. Tradotto in parole povere: il bazooka resta, ma sparerà meno colpi. 

La mossa di politica monetaria, definita da Politico “leggermente aggressiva”, è stata presa all’unanimità dal Consiglio della Bce e ha soddisfatto i mercati, che nelle ore successive hanno reagito bene alla conferenza stampa. Lo spread fra i Btp decennali italiani e gli omologhi Bund tedeschi, l’osservato speciale dell’economia italiana e non solo, ha chiuso in calo sotto quota 103 punti.

Pur aggiornando le proiezioni di inflazione a breve termine, Lagarde ha anche affermato che c’è consenso sul fatto che il recente aumento dei prezzi è temporaneo e scenderà all'inizio del prossimo anno. La previsione di inflazione 2023 della Bce dell'1,5% è ancora significativamente al di sotto del suo obiettivo del 2%. “In sintesi - ha concluso Lagarde - l’economia dell’eurozona registra un evidente recupero, sebbene il ritmo della ripresa continui a dipendere dall’andamento della pandemia e dai progressi nelle vaccinazioni”. Insomma, meglio non abbassare la guardia. 

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