Domenica, 21 Luglio 2024
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"Turisti andate a casa": colpiti con pistole ad acqua e rinchiusi nei locali

A Barcellona migliaia di persone hanno marciato per le strade della città, che ogni anno accoglie oltre 20 milioni di visitatori. Il costo degli alloggi è schizzato del 68% negli ultimi dieci anni

Hanno sparato contro i turisti per manifestare la loro rabbia. Nulla di grave, trattandosi solo di pistole ad acqua, ma la protesta a Barcellona contro il turismo di massa è solo l'ultima manifestazione in Spagna che mette in evidenza come il problema dell'overtourism (eccesso di turismo) sia sentito come insostenibile da una parte crescente della popolazione. In piazza stavolta sono scese migliaia di persone (2.800 secondo le autorità cittadine, 20mila circa secondo l'organizzazione). Il modello economico con cui viene sfruttata la presenza di milioni di visitatori all'anno sta mandando su tutte le furie una cittadinanza che si ritrovare a pagare case molto più care, quelle poche che ancora non vengono utilizzate come alloggi turistici. 

Turisti presi d'assalto in bar e ristoranti

La marcia pacifica ha riempito le strade della capitale della Catalogna al grido di "Andatevene, Barcellona non è in vendita!" e "Turisti tornate a casa!". A fare le spese delle rabbia dei residenti alcuni turisti accomodati nei bar e ristoranti delle aree più affollate, spruzzati dai manifestanti con pistole ad acqua. Barcellona vive da anni una situazione di stress da turismo, che ormai non riguarda più solo il centro, ma svariate aree della città. La manifestazione è iniziata da una strada emblematica, La Rambla, diventata dalla fine degli anni '90 il simbolo più evidente del turismo di massa. L'estremità dove è terminata la marcia, come racconta El Pais, è invece il quartiere della Barceloneta, situato davanti al mare. Qui i manifestanti si sono ritrovati in mezzo a migliaia di turisti che scattavano foto agli striscioni con messaggi come "Il turismo uccide la città".

A Barcellona il turismo è diventato una delle principali arterie economiche della città, con una crescita esponenziale che ha visto aumentare il numero di visitatori fino alla cifra record nel 2019 di 17,3 milioni di visitatori che dormono in città e altri 10,5 milioni che alloggiano fuori.

I problemi del turismo di massa

In questi anni l'industria del turismo ha stravolto l'immagine e il paesaggio, sia urbano che umano, della città catalana. Il costo degli alloggi è salito del 68% negli ultimi dieci anni, con un aumento del 18% solo nell'ultimo anno. I negozi di souvenir hanno preso il posto di attività artigianali e tradizionali, bar e ristoranti preferiscono accogliere visitatori anziché locali, perché i primi spendono di più e riempiono i luoghi con un flusso continuo.

La chiamano gentrificazione. In parole povere è una trasformazione profonda che impedisce ai residenti di godere della città in cui sono nati o in cui hanno scelto di vivere. L'amministrazione cittadina ha deciso poche settimane fa di eliminare gradualmente gli affitti a breve termine entro il 2028. L'iniziativa ha l'obiettivo di far tornare disponibili sul mercato residenziale molti appartamenti. I residenti ritengono però che questa misura non sia sufficiente, mentre i sindacati di categoria spagnoli la reputano tardiva.

Le manifestazioni sulle isole 

La pandemia aveva arginato il fenomeno, mettendolo in standby. È stato in quel periodo che la cittadinanza, al pari di altre città molto visitate come Roma, Venezia o Parigi, si è resa conto di cosa significa godersi una passeggiata senza turisti sulla Rambla, nel Barrio Gotico o a Gràcia, il quartiere famoso per ospitare gli edifici simbolo dell'Art Nouveau concepiti da Antoni Gaudí. Non si tratta della prima protesta di questo tipo in Spagna. A maggio e giugno si erano già riempite le strade di Palma di Mallorca e Malaga, mentre lo scorso autunno erano avvenute le prime manifestazioni alle Isole Canarie. A Palma di Mallorca, su circa  433mila abitanti, quasi 10mila persone hanno manifestato il 25 maggio. A Malaga (531mila abitanti) il 29 giugno erano circa 15mila i manifestanti.

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Da apripista avevano fatto però le Canarie, dove i flussi turistici, grazie ad un clima mite durante tutto l'anno, non si fermano mai. Lì il 20 aprile c'è stato un picco di 57mila manifestanti in tutto l'arcipelago, che conta oltre 2 milioni di abitanti. Per le organizzazioni che invocano queste proteste non si tratta solo di frenare le presenze, ma di concepire modelli turistici diversi, che prevedano offerte più aderenti ai territori e alle caratteristiche dei luoghi, con buona pace ad esempio dei numerosi pub inglesi o irlandesi molto apprezzati dai visitatori anglosassoni, meno dai locali. 

Misure per frenare il turismo a Barcellona

A Barcellona non sono mancati momenti di tensione, dove i turisti sono stati colti di sorpresa dal disagio dei manifestanti. I Mossos d'Esquadra (la polizia catalana) hanno scortato la manifestazione per evitare scontri.  Gli organizzatori della manifestazione catalana, tra cui l'Assemblea de Barris pel Decreixement Turístic, al microfono in Plaza del Mar hanno chiesto di ridurre il numero di voli in aeroporto, la chiusura dei terminal crociere nel porto e l'eliminazione degli alloggi turistici, in particolare quelli nelle case. Il cosiddetto "effetto Airbnb" sta provocando una carenza di alloggi disponibili. A fronte delle proteste il Consiglio comunale ha ricordato come le attività turistiche contribuiscono per il 14% al Pil della città, creando circa 150mila posti di lavoro.

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Il sindaco Jaume Collboni, eletto nel 2023, da un lato promuove grandi eventi, come la passerella di Louis Vuitton nel Parc Guell o un evento legato alla Formula 1 sul Paseo. Dall'altro ha annunciato misure per frenare il turismo. Oltre all'eliminazione degli affitti brevi, la tassa di soggiorno è stata aumentata a 7,50 euro a persona. Ha anche annunciato uno studio per ridurre le crociere. Trattandosi di misure a lungo termine, i cittadini non ne percepiscono l'impatto nel quotidiano. Per chi volesse visitare Barcellona di questi tempi, meglio prevedere qualcosa di impermeabile anche in caso di sole cocente. 

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