Il monito di Bankitalia: “Il futuro del Paese è nell'Ue”

Il governatore Visco: "Le differenze di opinioni non devono tradursi in un conflitto istituzionale con Bruxelles"

Il futuro dell'Italia è nell'Unione europea e se il governo vuole esprimere delle critiche alla Commissione è libero di farlo, ma deve evitare lo scontro istituzionale. È il monito che ha lanciato il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, secondo cui "il futuro dell'Italia non può prescindere da quello dell'Europa tutta". Nel suo intervento alla Giornata mondiale del risparmio, Visco ha sottolineato che "la difesa del risparmio, come la lotta alla povertà, richiede il ritorno dell'economia su un sentiero di crescita duratura. Le riforme e i cambiamenti necessari possono avere nel breve periodo costi sociali che devono essere attenuati, anche con l'intervento pubblico”.

Per Visco di questo “se ne può discutere in sede europea: quando ne ricorrono le condizioni si possono utilizzare tutti i margini consentiti dalle regole e dalle procedure attuali”, però “le differenze di opinioni non devono tradursi in un conflitto istituzionale". Secondo il governatore, "le conseguenze finanziarie di un temporaneo aumento del disavanzo pubblico possono essere attutite se la definizione e la gestione del necessario percorso di rientro si svolge in un clima di confronto aperto e costruttivo, nell'ambito delle procedure previste".

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Nel 2019, ha spiegato, “dovranno essere collocati sul mercato titoli pubblici per quasi 400 miliardi per rifinanziare quelli in scadenza e per coprire il disavanzo dell'anno". "Un clima di fiducia reciproca è indispensabile - ha detto Visco - affinché possa riprendere ed essere condotto a termine il processo di riforma della governance economica europea. In questo terzo millennio i problemi e le sfide hanno assunto dimensioni globali; è illusorio pensare di poterlo affrontare negli stretti confini degli stati nazionali".

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