Bruxelles punisce 5 banche: maxi-multa da 1 miliardo

Barclays, Royal Bank of Scotland, Citigroup, JPMorgan e MUFG bank, tra i colossi del settore, avevano creato due cartelli per fare affari sulle transazioni in valuta estera. La Commissione europea lo ha scoperto grazie a una soffiata "eccellente"

Una sede di Barclays, uno degli istituti coinvolti nello scandalo

Si scambiavano informazioni sensibili per coordinarsi tra loro e speculare sul mercato delle transazioni in valuta estera, uno dei più grandi del mondo finanziario. Un modo per avvantaggiarsi sui concorrenti e ottenere incassi milionari, anche se contrario alle leggi Ue antitrust. A farlo alcuni trader che avevano creato delle chat apposite per formare due distinti cartelli. Ma dietro di loro c'erano i vertici di 5 colossi bancari: Barclays, Royal Bank of Scotland, Citigroup, JPMorgan e MUFG bank. La truffa sarebbe forse rimasta impunita se in questa storia non fosse comparso un 'pentito', la banca svizzera UBS, che aveva preso parte ai cartelli, salvo poi 'spifferare' tutto alla Commissione europea. Che dopo aver indagato, ha deciso di sanzionare i 5 big bancari con una maxi-multa di 1,07 miliardi.

"Aziende e persone dipendono dalle banche per cambiare moneta e fare transazioni in valuta straniera. Il trading di valuta estera è uno dei mercati più grandi al mondo, e vale miliardi di euro al giorno", ha detto la commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager. "Queste decisioni prese sui cartelli mandano un messaggio chiaro che la Commissione non tollererà comportamenti collusivi in nessun settore dei mercati finanziari. Il comportamento di queste banche ha minato l'integrità del settore a danno dei consumatori europei", ha aggiunto.

Ma cosa è successo di preciso? I fatti risalgono a un periodo tra il 2007 e il 2013. "Quando le società (fondi pensioni, hedge fund, grandi società o banche) si scambiano grosse quantità di valuta - spiega l'Ansa - lo fanno attraverso i 'Forex trader'. Le transazioni dovrebbero essere eseguite lo stesso giorno al tasso di cambio prevalente. L'indagine della Commissione ha rivelato che alcuni trader, su ordine delle banche coinvolte nel cartello, si scambiavano informazioni sensibili e piani di trading, e coordinavano le strategie di scambio attraverso le chatroom online professionali. Grazie a questo scambio di informazioni, erano in grado di fare scelte di mercato informate su quando vendere o comprare le valute che avevano nel portafoglio, creando le occasioni migliori".

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