Bimbi migranti in Grecia, Germania: "Ue ne prenda 1.500". L'Olanda dice no

Il governo tedesco mira a creare con altri Stati membri una "coaliazione di volenterosi". Nel campi ellenici si trovano oltre 5mila minori non accompagnati in condizioni definite drammatiche. Amsterdam pero' si oppone

Una bambina nel campo profughi di Lesbo in Grecia

La Germania è pronta a guidare una coalizione di Stati membri dell'Ue "volenterosi" che si divideranno il carico dell'accoglienza di circa 1.500 minori non accompagnati che si trovano in questo momento nei campi di migranti in Grecia. Ma non tutti sono d'accordo: l'Olanda, infatti, si è già tirata fuori. Mentre secondo il governo di Atene il numero dei bambini migranti presenti sul suo territorio senza i genitori ammontava a oltre 5mila a fine gennaio. Un numero che potrebbe essere aumentato negli ultimi giorni, ossia da quando la Turchia ha spinto diversi potenziali richiedenti asilo verso il Paese elleniico.

Che la possibilità di trovare un'intesa a livello Ue per far fronte alla crisi dei migranti lungo la rotta Balcanica fosse cosa complicata lo si era capito all'ultimo vertice dei ministri degli Interni dell'Unione, quando un gruppo di Paesi membri, tra cui Austria e Ungheria, si sono opposti a qualsiasi misura condivisa di ricollocamento dei richiedenti asilo presenti nei campi delle sole isole greche, che sarebbero oltre 40mila secondo le ultime stime (116mila in tutto il Paese). Anche la proposta del Lussemburgo di limitare la 'solidarietà' ai soli minori non accompagnati era caduta nel vuoto. E più o meno negli stessi giorni, i partiti olandesi di maggioranza (liberali e cristiano democratici con l'appoggio dei partiti di destra) hanno votato contro una mozione che avrebbe impegnato il governo ad accogliere 500 bambini provenienti dalla Grecia. 

Per superare lo stallo, la Germania ha deciso di mettere insieme una coalizione di volenterosi per ripartire l'accoglienza di un massimo di 1.500 minori non accompagnati. Un numero decisamente inferiore ai 2.500 richiesti dal governo di Atene.  Ma al governo tedesco va comunque il merito di avere lanciato la prima misura di sostegno "umanitario" nei confronti di una situazione sempre più drammatica. Negli hotspot finanziati dall'Ue nelle isole greche, secondo Oxfam, si trovano oggi circa 38.600 migranti, quando queste strutture possono ospitarne 6.178. Fuori dai campi, ci sono almeno altri 6.000 persone che vivono in accampamenti informali, ossia vere e proprie baraccopoli. Tra questi, secondo il governo ellenico, i bambini non accompagnati sarebbero circa un migliaio. 

La proposta del governo tedesco, guidato dai popolari della cancelliera Angela Merkel in coalizione con i socialdemocratici, è di dare priorità all'accoglienza dei  minori di "età inferiore ai 14 anni, per la maggior parte ragazze", che "necessitano di cure urgenti a causa di gravi malattie o che non sono accompagnati". Tra i primi Stati membri a proporsi per la ripartizione ci sono la Finlandia, la Croazia e l'rlanda.

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