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Giovedì, 9 Dicembre 2021
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“Ha permesso che una bambina di 5 anni morisse di sete”: donna condannata a 10 anni di carcere

La trentenne tedesca si è unita all’Isis nel 2014 e ha vissuto col marito in Iraq. Lì avrebbe “comprato” la giovane “schiava”, lasciata senza acqua perché malata

Il tribunale di Monaco ha condannato una donna a dieci anni di carcere per non aver fatto nulla per impedire che una bambina di cinque anni morisse di sete. I fatti risalgono al 2015 e sono avvenuti a Mosul, città irachena all’epoca nelle mani dell’Isis. Jennifer W., così viene citata la detenuta dai media tedeschi, è una trentenne della Bassa Sassonia cresciuta in una famiglia protestante. Dopo essersi convertita all’islam nel 2013, ha abbracciato il radicalismo e si è unita all’Isis nel 2014. 

Jennifer ha raggiunto l’Iraq passando per la Turchia e la Siria. In quanto membro della “polizia morale” del gruppo estremista, il suo compito consisteva nel pattugliare i parchi di Fallujah e Mosul, armata di fucile d'assalto, pistola e giubbotto esplosivo. Assieme a suo marito Taha A.J., Jennifer ha “comprato” una donna e una bambina yazide, appartenenti dunque alla minoranza etnica e religiosa che vive in Iraq da prima ancora che arrivasse l’islam.

La mamma e la bambina sono state ridotte in schiavitù nella casa dei coniugi miliziani. “Dopo che la ragazza si è ammalata e ha bagnato il materasso, il marito dell’imputata l'ha incatenata fuori come punizione e l'ha lasciata morire di sete nel caldo torrido”, hanno detto i pubblici ministeri durante il processo. “L'imputata ha permesso al marito di farlo e non ha fatto nulla per salvare la ragazza”.

Jennifer è poi stata presa in custodia e deportata in Germania mentre cercava di rinnovare i suoi documenti d'identità presso l'ambasciata tedesca di Ankara nel 2016. Anche il marito si trova ora sotto processo in un procedimento separato al tribunale di Francoforte. Il verdetto è previsto per la fine di novembre.

Identificata solo con il nome Nora, la madre della ragazza ha testimoniato sia a Monaco che a Francoforte sul supplizio che i due coniugi hanno inflitto a sua figlia. Durante la sua testimonianza, la madre della ragazza ha detto di essere stata costretta a guardare la morte della bambina.

Le minoranze yazide siriane e irachene sono state oggetto di uccisioni di massa, rapimenti e schiavitù sessuale per mano dell'Isis. Il gruppo etnico segue una religione che include elementi di cristianesimo, ebraismo e islam. I militanti islamici ultraconservatori li considerano adoratori del diavolo.

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