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Lunedì, 15 Aprile 2024
Il punto / Finlandia

Cosa sappiamo finora del sabotaggio del gasdotto finlandese

Dopo la Finlandia parla anche il ministro della Difesa estone evocando una possibile manomissione da parte di Mosca. E la Norvegia rinforza la sicurezza in tutta l'area per paura di escalation

Il danneggiamento del "Baltic Connector", il gasdotto che collega Finlandia ed Estonia, passando sotto il Mar Baltico, sarebbe stato causato da un "impatto piuttosto forte". Lo afferma, intervistato dall'agenzia di stampa Reuters, il ministro degli esteri estone Hanno Pevkur. "Di cosa si tratti esattamente dobbiamo ancora specificarlo, ma al momento sembra piuttosto che si sia trattato di un impatto meccanico o di una distruzione meccanica" ha aggiunto il ministro di Tallin, avvalorando così l'ipotesi del sabotaggio, già evocata ieri dal governo finlandese. 

Il "Baltic Connector" è stato costruito nel 2018 per trasportare gas naturale dalla Finlandia all'Estonia e in tutta l'Europa continentale. È entrato in funzione nel 2020 e la sua importanza è diventata strategica dopo lo scoppio della guerra in Ucraina e le conseguenti sanzioni contro la federazione russa. 

Baltic-Connector-gasdotto-mappa

L'incidente (o il probabile sabotaggio) si è verificato quattro giorni fa. Nella notte tra sabato 7 e domenica 8 ottobre, poco prima delle due, è stato osservato un insolito calo di pressione nella conduttura che è stata rilevata da entrambi gli operatori delle due nazioni, Gasgrid Finland Oy e l'estone Elering As.

balticconnector

"A causa dell'insolito calo di pressione è ragionevole sospettare che la causa dell'incidente sia stata un danno al tubo del gas marino e la conseguente perdita. La possibile perdita di gas causata dal sospetto danno alla sezione del tubo è stata interrotta grazie all'isolamento della sezione del tubo e alla chiusura delle valvole", hanno scritto le due aziende in un comunicato, spiegando che comunque le forniture di gas in Finlandia sarebbero state comunque assicurate grazie al terminale di Gnl.

Nei giorni successivi le autorità finlandesi avevano parlato esplicitamente di probabile sabotaggio. "È molto probabile che i danni al gasdotto e al cavo di comunicazione siano il risultato di attività esterne" aveva affermato il primo ministro finlandese Petteri Orpo, evocando così la mano di Mosca. Se confermato il sabotaggio, si tratterebbe di un vero e proprio attacco nei confronti di un paese della Nato. La Finlandia ha infatti aderito all'Alleanza Atlantica lo scorso 4 aprile. La compromissione del gasdotto ha fatto impennare, nella giornata di ieri, il prezzo del gas in Europa. Nella giornata di oggi, 11 ottobre 2023, è in leggero calo, ma l'indice risente ancora delle tensioni internazionali e della vicenda del "Baltic Connector".

E non è il primo caso che avviene nell'area. Nello scorso anno, una serie di deflagrazioni sottomarine che hanno compromesso tre dei quattro gasdotti che compongono il Nord Stream 1 il Nord Stream 2, le maggiori condutture di gas dalla Russia all'Europa dell'est, 

A tal proposito la Norvegia ha rinforzato le misure di sicurezza sui suoi gasdotti sul Baltico e sulle sue piattaforme petrolifere. Il rischio è quello di un escalation che possa riguardare l'intera area. E c'è attesa per le parole del segretario della Nato Jens Stoltenberg che nella riunione ministeriale di ieri e di oggi dovrebbe parlare del "Baltic Connector". E di quello che potrebbe essere un nuovo capitolo della guerra in Ucraina.

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