No all'Albania nell'Ue, il Kosovo striglia l’Europa: “Non cedete a paura del populismo”

Lo stop ai negoziati con il Paese e la Macedonia del Nord nel mirino del possibile futuro premier di Pristina che critica Macron e rimprovera la Serbia: "Affrontate il vostro passato invece di guardarci coi binocoli militari"

Il leader della sinistra kosovara ha accusato i capi di Governo europei di aver dimenticato la lezione delle due guerre mondiali e di farsi trovare intimoriti di fronte a fascismo e populismo. La dura critica arriva da Albin Kurti, numero uno del Movimento Vetevendosje, lo schieramento politico giunto primo alle elezioni kosovare del 6 ottobre e in trattativa con altre forze politiche per la formazione di una maggioranza di Governo. In un’intervista al quotidiano britannico The Guardian, Kurti ha condannato la decisione dell'Ue di sospendere il processo di allargamento che riguardava Albania e Macedonia del Nord. Una scelta che, secondo il politico kosovaro, potrebbe persino danneggiare il processo di pacificazione tra Serbia e Kosovo, per via delle speranze sempre più remote per Belgrado di entrare in Europa.

L'importanza dei Balcani

“L'Ue è stata creata come risposta al fascismo, ma ora sta scappando di fronte al populismo ed al fascismo”, ha affermato Kurti, che ritiene l’Unione “importante per i Balcani”. “Ma anche i Balcani sono molto importanti per l’Ue”, sottolinea il leader della sinistra kosovara e possibile futuro premier.

Il veto di Macron

La decisione di bloccare, per il momento, l’avvio dei negoziati di adesione all’Ue con l’Albania e la Macedonia del Nord è arrivata per via dell’opposizione di Emmanuel Macron. Il presidente francese si è infatti detto più volte convito che l’Ue debba risolvere i suoi problemi interni e rivedere il meccanismo di adesione prima di aprire le porte ad altri potenziali Paesi membri. Il comportamento dell’Eliseo, che ha fatto mancare l’unanimità sulla decisione di aprire i negoziati anche col la sola Macedonia del Nord (mentre contro l’Albania si erano schierate anche la Danimarca e i Paesi Bassi), è stata duramente criticata dagli stessi vertici delle istituzioni Ue, a partire da Jean-Claude Juncker che ha bollato la decisione come un “errore storico”. 

La reazione di Kurti

Kurti risponde a Macron sostenendo che le riforme interne dell’Ue e l’allargamento esterno debbano “andare di pari passo”. “L’Europa è un progetto storico così importante che nessun uomo può essere il suo autore, dirigerlo o guidarlo”, sottolinea il politico kosovaro.

I rapporti con la Serbia

Kurti assicura che il nuovo Governo di Pristina eliminerà i dazi del 100% posti sull'importazione di prodotti serbi solamente se ci sarà piena reciprocità da parte della Serbia, alla quale il leader kosovaro consiglia di “affrontare il proprio passato, invece di guardare a Kosovo e Albania coi binocoli militari”. “La Serbia ha bisogno di introspezione”, ha dichiarato Kurti rimarcando la sua contrarierò ad ogni accordo sulla revisione dei confini serbo-kosovari.

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