Bagni con bocche femminili per i Capi di Stato e vodka e spogliarelliste per i giovani europei. La Presidenza bulgara della Ue affonda nel machismo

Al vertice del 17 maggio i leader europei verranno alloggiati in un 5 Stelle con bagni dal tocco chiaramente maschilista mentre alla Conferenza europea dei giovani di metà aprile veniva servita vodka e giravano spogliarelliste. Organizzazione del partito di governo, che ha silurato la Convenzione contro la violenza sulle donne

I bagni per uomini dell'Hotel Marilena. Sofia. Foto del twitter di Georgi Gotev

Hotel con bagni che riprendono i contorni di una bocca femminile per i capi di Stato e di governo e vodka e spogliarelliste per i rappresentanti dei giovani europei. La Presidenza bulgara della Ue si sta aggiudicando la poco invidiabile palma della Presidenza europea del machismo il tutto mentre il governo conservatore di Sofia due mesi e mezzo fa si è negato a ratificare la carta europea contro la violenza di genere, la cosiddetta Convenzione di Istanbul. Almeno su questo, in patria, come in Europa, la Bulgaria non fa eccezioni, a rimetterci sono comunque le donne e il rispetto. 

I bagni per uomini dell'Hotel Marinela

Il primo scandalo riguarda l'Hotel Marinela, il 5 stelle destinato ad accogliere i leader europei che si recheranno nella capitale bulgare per il vertice Ue del prossimo 17 maggio, ed a svelarlo è stato il giornalista Georgi Gotev. Sul suo profilo twitter ha pubblicato infatti una foto dei bagni per uomini dell'Hotel, degli urinatoi che a forma di labbra femminili dipinti di un rosso che nemmeno Jessica Rabbit. 

Vodka, spogliarelliste e applausi a comando per i giovani europei

Se questo è il contorno che attende i capi di Stato e di governo della Ue, ai giovani riuniti nella Conferenza della goiventù svoltasi il 17-19 aprile sempre a Sofia sono toccate vodka e spogliarelliste. Oltre all'obbligo di applausi, emanato via SMS a tutti i partecipanti, quando parlava il premier Bojko Borisov. 

Luis Alvarado, il presidente del Forum europeo della gioventù, ha accusato, come riporta il sito di informazione comunitaria Euractiv, l'evento di "aver distrutto il lavoro portato avanti da generazioni e di aver trascurato i giovani", ossia i protagonisti della Conferenza. In particolare le organizzazioni giovanili di tutta Europa hanno dichiarato di essere state escluse dai gruppi che gestivano i vari panel della conferenza mentre i volontari sono stati "costretti" ad applaudire durante il discorso di Borisov, i biglietti aerei non sono stati prenotati in anticipo come di consueto, ma verranno rimborsati in una fase successiva, e ciliegina sulla torta, la vodka veniva distribuita a fiumi, in particolare nella festa finale, organizzata in un night clun con spogliarelliste. 

E la Commissione Ue paga? 

Bruxelles non ha reagito ufficialmente alle accuse mosse da Alvarado e da Euractiv, ma, informalmente, pare che stia ancora studiando se coprire tutte le spese che ha messo a bilancio la Presidenza, per questo evento che viene normalmente finanziato dalla Commissione. "La convenzione per la sovvenzione - chiarisce però sempre a Eurcativ un funzionario comunitario - non copre le possibili feste notturne che si svolgono ai margini della Conferenza dei giovani dell'Ue".

La Bulgaria e le donne

Il governo bulgaro, del partito populista e conservatore GERB, ha rifiutato a metà febbraio di ratificare la Convenzione di Istanbul, l'accordo europeo contro la violenza di genere per mancanza di sostegno, tanto all'interno del governo, quanto all'opposizione, con i socialisti che chiedevano di approvarlo tramite referendum.

La ragione principale della negativa bulgara è però un'altra: Patrioti uniti, la formazione ultranazinalista e xenofoba partner minoritario del partito di governo, si è semplicemente rifiutata, minacciando anche di togliere il proprio appoggio al governo Borisov. L'argomento dei Patrioti è che questo accordo promuoverebbe il matrimonio omosessuale e consentirebbe l'accettazione di un terzo genere, i transgender, una posizione difesa anche dalla potente Chiesa ortodossa e condivisa, almeno in parte, pure dal Presidente Rumen Radev, secondo cui parti del regolamento sono contrarie al sistema di valori della società bulgara.

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Altro che #MeToo, la Bulgaria dice no al trattato contro la violenza sulle donne

La Bulgaria ha aderito alla Convenzione di Istanbul nel 2016, quando venne firmata 45 dei 47 membri del Consiglio europeo (organo che non ha nulla a che vedere con la Ue), allora non mettevano la firma solo Azerbaijan e Russia. Un no a cui anche Sofia si è unita, mancando la ratifica.

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