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Mercoledì, 29 Giugno 2022
Estremismi / Ucraina

Non solo Azov, chi sono i neonazisti che in Ucraina combattono per la Russia

Il gruppo Rusich e la Lega Imperiale Russa starebbero sostenendo l'invasione del Paese, entrambi i gruppi sono famosi per la brutalità e la ferocia

Non c'è solo il battaglione Azov, gruppi di estrema di destra e neonazisti starebbero combattendo anche al fianco della Russia nella guerra in Ucraina. È quanto emerge da un rapporto del Servizio federale di intelligence tedesco (Bnd), riportato dalla rivista Spiegel, secondo cui ci sarebbero due gruppi di guerriglieri fascisti a sostenere l'invasione, anche se in grandezza e numero di persone non sono paragonabili al controverso battaglione che si era barricato nell'ormai famosa acciaieria Azovstal. Il presidente russo Vladimir Putin aveva giustificato l'invasione con una necessaria "denazificazione" e aveva parlato di un governo di "fascisti" da cui voleva liberare il popolo ucraino, ma la presenza di questi gruppi all’interno dei battaglioni del Cremlino, secondo il Bnd, renderebbero “assurde” le sue giustificazioni. I due gruppi citati nel documento sono il gruppo Rusich e la Lega Imperiale Russa (Ril), sono noti per la loro ferocia.

Gli aggiornamenti dalla guerra in diretta

La Ril, il braccio paramilitare dei Movimenti Imperiali Russi, un'organizzazione militante di estrema destra e suprematista bianca con sede a San Pietroburgo, avrebbe schierato combattenti con esperienza militare e persone che avevano frequentato il suo centro di formazione "Partizan" nella città che affaccia sul mar baltico. Nel 2020, sono stati classificati dagli Stati Uniti come “gruppo terroristico”. Non è chiaro però se il loro coinvolgimento sia avvenuto su richiesta della leadership russa, ha riconosciuto il Bnd. Secondo un'inchiesta condotta dalla Stanford University statunitense, “fondato nel 2002, il gruppo promuove il nazionalismo etnico russo, sostiene la restaurazione del regime zarista e cerca di alimentare l'estremismo della supremazia bianca in Occidente”. Ha ottenuto rilevanza mediatica nel 2014 anno in cui ha iniziato a sostenere i separatisti in Ucraina. 

La Lega imperiale avrebbe attivato le proprie risorse a sostegno della parte russa nel conflitto sin dall'inizio. A metà marzo, i leader del gruppo, tra cui Nikolay Nikolayevich Trushchalov, responsabile delle relazioni esterne, si sarebbero incontrati con i separatisti filorussi di estrema destra nella città ucraina di Donetsk. A metà giugno poi avrebbero iniziato ad addestrare i russi decisi a unirsi ai separatisti, per poi aiutarli a raggiungere, attraverso i corridoio umanitario, le regioni di Donetsk e Luhansk. Secondo i servizi segreti tedeschi i membri del Ril avrebbero iniziato a combattere nell'attuale conflitto già a inizio marzo, quindi poco dopo l'invasione.

Per quanto riguarda il gruppo Rusich il loro ingresso nel conflitto sarebbe avvenuto al più tardi a inizio aprile. Il gruppo è stato fondato a San Pietroburgo nel 2014 da Aleksei Milchakov e Yan Petrovsky, si pensa sia composta da alcune centinaia di mercenari e il suo simbolo è il valknut, un antico simbolo norreno di cui si sono appropriati i suprematisti bianchi. Questa milizia ha combattuto anche nel Donbas nel 2014 e nel 2015, quando è diventata famoso per la sua "particolare brutalità" e per l'abitudine di "non fare mai prigionieri", ha detto il Bnd. In un articolo pubblicato sulla rivista britannica The Spectator, l'esperto militare russo Mark Galeotti ha scritto che questo gruppo è noto per "la violenza, le mutilazioni, la pratica di bruciare i corpi dei morti e persino mettere online i video delle loro atrocità" eper il fatto che "uno dei loro comandanti si è vantato di tagliare le orecchie ai morti". La presenza della milizia a Kharkiv era già stata segnalata ad aprile dal quotidiano britannico The Times, che ricordava come il leader, Alexei Milchakov, una volta avesse parlato della sua eccitazione per "l'odore di carne umana bruciata".

Il gruppo è ritenuto essere un’unità del battaglione Wagner, una ormai famosa milizia di mercenari al soldo del Cremlino che da anni combatte le guerre di Mosca. Le compagnie militari private, come il gruppo Wagner, sono diventate negli ultimi anni uno strumento vitale con cui la Russia espande la sua influenza nel mondo mentre difende i suoi interessi. Attualmente, i mercenari russi sono presenti in almeno 30 Paesi in quattro continenti, come ad esempio in mali, dimostrando l'espansione di questo fenomeno, che è stato sperimentato per la prima volta nel conflitto del 2014 in Ucraina. Anche se le società mercenarie sono tecnicamente illegali secondo la costituzione russa, sono diventate una componente chiave della strategia di "guerra ibrida" di Mosca, fornendo al capo di stato russo un mezzo per "eseguire i suoi obiettivi politici e far avanzare gli interessi di sicurezza nazionale russi in tutto il mondo", secondo un rapporto del Centro di studi strategici e internazionali (Csis).

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