Avvocati contro le mascherine in aula: "Non si può giudicare uomo senza vederlo in faccia"

A Parigi, nel primo giorno del processo sulle stragi del gennaio 2015 alla redazione di Charlie Hebdo, i legali dei presunti terroristi e quelli della parte lesa d'accordo su un punto: le misure anti-Covid dovrebbero prevedere eccezioni per i tribunali

Due degli avvocati presenti alla prima udienza del processo a Parigi sulle stragi terroristiche del gennaio 2015

Può un uomo essere processato senza che i giudici possano guardarlo in faccia durante le deposizioni? Secondo gli avvocati dei 14 imputati delle stragi di stampo terroristico che nel 2015 colpirono la redazione di Charlie Hebdo e un supermercato kosher a Parigi, provocando 17 morti, la risposta a tale quesito è negativa. E così, nel primo giorno del processo, che si è aperto mercoledì 2 settembre nella capitale francese, i legali della difesa hanno protestato contro l'obbligo di indossare le mascherine in aula, secondo quanto riposta l'HuffingtonPost Francia.

Tutto è cominciato dopo che Isabelle Coutant-Peyre, avvocato di uno dei principali imputati, si era rapidamente tolta la maschera di stoffa nera per parlare, accogliendo le richieste di altri colleghi che lamentavano di non riuscirla ad ascoltare per via della protezione. Dopo di lei, anche gli altri avvocati hanno fatto lo stesso. A quel punto, è intervenuto il presidente della Corte, Régis de Jorna, che ha ricordato che le arringhe degli avvocati e le deposizioni degli imputati devono assolutamente essere fatte al microfono, e con la mascherina. "Sarebbe un peccato che l'aula diventasse un focolaio" di coronavirus, ha aggiunto,

La reprimenda non è andata giù agli avvocati degli imputati che hanno protestato con de Jorna sostenendo che le "norme sanitarie (sono) contrarie ai diritti della difesa". "State giudicando un uomo di cui non potete vedere la faccia", ha detto alzando la voce l'avvocato Beryl Brown. "Non potete giudicare degli uomini in questo modo", ha aggiunto. A fargli eco anche la collega Coutant-Peyre: "Mantenendo la maschera, il rischio è che nessuno degli imputati parli", ha avvertito. "Questo processo viene registrato per amore della Storia. E la Storia ricorderà che nel 2020 in Francia" sono stati processati uomini mascherati, ha aggiunto con tono drammatico. "La Storia ricorderà che nel 2020 la Francia e il mondo erano nel mezzo di una pandemia di quello che viene chiamato Covid...", ha ribattuto il presidente della Corte.

I legali della difesa non sono stati gli unici a lamentarsi. Anche gli avvocati di parte civile hanno sottolineato che indossare una maschera è un problema in termini di comprensione delle parole ma anche in termini di percezione delle espressioni facciali degli imputati. Uno di loro ha ricordato che al Parlamento francese, quando un deputato intervien, la maschera viene tolta. Argomenti, questi, un po' più concreti e meno 'patetici' di quelli dei legali dell'accusa. Non a a caso, dopo tali interventi, il presidente della Corte ha annunciato che chiederà alle autorità competenti la possibilità di far togliere le mascherine in determinate occasioni del processo. Nel frattempo, "oggi, sono io che parlerò per quattro ore" mascherato, ha concluso.

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