Lo scandalo di Ibiza che affossa i sovranisti austriaci. E preoccupa Salvini

Un video incastra il vicepremier Strache, leader dell'Fpo, partito alleato della Lega al Parlamento europeo: promesse di appalti in cambio di finanziamenti 'occulti". Compresi quelli per avviare in Austria un'operazione di controllo dei media "come Orban" in Ungheria

Matteo Salvini con Heinz-Christian Strache (sulla destra)

E' bastato un video per mandare in frantumi il governo austriaco, visto finora come l'esempio per una futura alleanza tra popolari e sovranisti in Europa. Un video in cui il vicepremier di Vienna, Heinz-Christian Strache, offre a una sedicente oligarca russa l'accesso a una serie di appalti pubblici in cambio di favori. Per la precisione finanziamenti occulti "fino a 2 milioni di euro" al proprio partito, l'Fpo, che fa parte della maggioranza in Austria ed è alleato della Lega al Parlamento Ue, e il controllo del 50% delle quote del principale quotidiano austriaco, il Kronen-Zeitung. L'obiettivo, per Strache, è quello di far fuori giornalisti scomodi e controllare il "panorama mediatico come Orban" ha fatto in Ungheria. 

Una pubblicità peggiore per il fronte sovranistra che Matteo Salvini sta mettendo in piedi in giro per l'Europa non poteva esserci. Non solo uno dei maggiori leader sovranisti del suo fronte deve ora difendersi da accuse di corruzione e legami occulti con la Russia, ma lo stesso Strache ha candidamente ammesso che in Ungheria giornali e tv sono sotto il controllo del potere esecutivo di Viktor Orban, altro punto di riferimento del fronte salviniano.

Il primo effetto dello scandalo, ribattezzato #Ibizagate, è stato la deflagrazione del governo austriaco. Il premier Sebastian Kurz ha subito chiesto al presidente della Repubblica, il verde Alexander van der Bellen, di sciogliere l'esecutivo e di indire nuove elezioni, che dovrebbero tenersi a settembre. Intanto, pero', c'è un'altra tornata elettorale da affrontare nei prossimi giorni e l'Fpo, che prima dello scandalo era dato al 23%, a pochi punti di distanza dal principale partito d'opposizione, i socialisti, adesso rischia di venire punito dai suoi simpatizzanti.

Strache ha provato a dinfendersi lamentando di essere vittima di un complotto ordito dai poteri e dai servizi segreti. In effetti, a oggi non si sa chi abbia realizzato il video, risalente a due anni fa, e chi lo abbia diffuso ai media. Al netto di cio', le parole del leader sovranistra sono chiare e non lasciano spazio a fraintendimenti: Strache parla chiaramente di uno scambio di favori, che qualora si fosse davvero concretizzato (aspetto su cui dovrebbe indagare la magistratura austriaca), rappresenterebbe un reato. Ma anche nel caso in cui la proposta dell'ormai ex vicepremier non sia andata in porto, resta il dato politico: il leader di un partito anti-establishment che si comporta come quei potenti corrotti che avrebbe dovuto combattere una volta al governo. 

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E c'è anche il risvolto 'russo': l'apertura di Strache alla presunta oligarca di Mosca ha riaccesso i malumori interni al fronte sovranista, diviso proprio sui rapporti da tenere con la Russia.    

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