L'Austria accoglie i discendenti degli ebrei scappati dal nazismo: avranno diritto alla cittadinanza

Durante la Seconda Guerra mondiale circa 120mila di loro fuggirono senza avere poi il diritto di tornare. Ora potranno farlo i loro figli e nipoti

Ebrei ortodossi visitano il memoriale della Shoah a Gerusalemme - ANSA/EPA/MICHAL FATTAL

Tornare indietro nel tempo e cambiare quello che è accaduto non è certo possibile, ma si può comunque provare a rimediare per gli errori e i crimini del passato. Per questo l'Austria ha deciso di concedere il diritto alla cittadinanza a tutti i discendenti degli ebrei che scapparono dal nazismo, quando il regime di Adolf Hitler prese il controllo del Paese nel marzo del 1938.

Secondo i calcoli sarebbero circa 120mila i rifugiati ebrei fuggirono dalle persecuzioni messe in atto anche da Vienna, la maggior parte dei quali partirono per gli Stati Uniti e il Regno Unito, spesso per non tornare più, neanche dopo la fine della guerra. Questo perché la maggior parte dei rifugiati furono naturalizzati nei loro paesi adottivi per necessità, ma l'Austria ha posto poi un limite alla doppia cittadinanza, considerandoli quindi stranieri. I loro figli e nipoti potranno ora tornare nel Paese dei loro padri e nonni, e potranno farlo, se lo vorranno, da cittadini.

Come racconta il Guardian per la prima volta gli ostacoli agli ex rifugiati che rivendicavano la cittadinanza austriaca furono rimossi nel 1993, dopo che il Paese iniziò il suo primo vero dibattito sulla sua colpevolezza per i crimini dell'era nazista. Allora circa il 10% dei sopravvissuti ha accettato di tornare. Ma allora non si riuscì a estendere la concessione della doppia cittadinanza ai discendenti degli ebrei scappati, che un tempo rappresentavano una comunità di circa 200mila persone, per la mancanza di sostegno sufficiente in Parlamento. Adesso il cancelliere conservatore, Sebastian Kurz, è riuscito a portare il suo Partito popolare ad appoggiare la riforma che è passata con lappoggio anche degli altri partiti.

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Ma la crescita dei consensi verso l'estrema destra in Austra preoccupa comunque la comunità ebraica. "Sfortunatamente, l'estrema destra è di nuovo in ascesa, aiutata da politici che hanno adottato un programma discriminatorio", ha denunciato Bini Guttmann, presidente austriaco dell'Unione europea degli studenti ebrei, secondo cui "di conseguenza, molte delle minoranze austriache sentono di non essere le benvenute".

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