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Giovedì, 29 Febbraio 2024
Immigrazione / Austria

L'Austria vuole deportare i richiedenti asilo all'estero (con l'aiuto del Regno Unito)

Vienna ha annunciato un piano per svuotare i centri di accoglienza. Il modello è quello britannico, che però non è ancora partito a causa delle convezioni internazionali sui diritti umani

Il Regno Unito ci sta provando da mesi, ma a bloccarlo sono le norme internazionali sui diritti umani. L'Austria, però, non sembra temere queste difficoltà e ha annunciato che adotterà un piano simile a quello di Londra: per contrastare l'immigrazione clandestina, spedirà in un Paese terzo i migranti arrivati illegalmente sul suo territorio e che hanno presentato una richiesta di asilo. 

Quale sarà lo Stato ad accoglierli non è ancora noto. Ma è probabile che il governo di Vienna, espressione di una maggioranza composta dal centrodestra e dagli ecologisti, voglia seguire l'esempio britannico e stipulare un'intesa con il Ruanda. Del resto, l'annuncio di Vienna è arrivato nel corso dell'incontro tra il ministro degli Interni austriaco Gerhard Karner e la controparte britannica, Suella Braverman.

I due hanno siglato un "accordo sulle migrazioni e la sicurezza", un patto per rafforzare la cooperazione sulla questione dei migranti. L'Austria è il primo Paese Ue a firmare un'intesa di questo tipo con il Regno Unito dopo la Brexit, e il suo cancelliere, Karl Nehammer, fa parte del Ppe, il partito popolare della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. I Tories alla guida del governo britannico, invece, hanno forti legami con l'Ecr, il partito dei conservatori europei che loro stessi hanno fondato prima della Brexit e oggi in mano a Giorgia Meloni e ai polacchi del Pis. Ecco perché l'accordo tra Vienna e Londra sembra contenere un messaggio politico chiaro a Bruxelles.

Il ministro Karner lo ha detto chiaramente: "La Gran Bretagna ha molta esperienza sul fronte di una futura gestione delle richieste di asilo fuori dall'Europa. È stato un tema importante del mio incontro con la ministra degli Interni a Vienna perché l'Austria può trarre beneficio da questa esperienza. Continueremo a fare uno sforzo coerente perché la Commissione europea porti avanti e autorizzi tali procedure fuori dall'Europa", ha dichiarato.

Tali procedure, in realtà, finora non sono state adottate da nessun Paese europeo, Regno Unito compreso. Il piano di Londra prevede che il Ruanda si faccia carico dei richiedenti asilo arrivati illegalmente in terra britannica in cambio di un finanziamento da 140 milioni di sterline l'anno. Secondo lo schema, anche se la richiesta di asilo viene accordata, il migrante non potrà fare ritorno nel Regno Unito, ma dovrà restare nel Paese africano, dove vivono 13 milioni di persone, di cui la metà in condizioni di povertà.

Il piano è stato però bloccato dalla Corte suprema britannica, in quanto violerebbe accordi internazionali come la Convenzione sui rifugiati e la Carta europea dei diritti dell'uomo. Due accordi da cui Londra potrebbe ritirarsi, spingendo altri Paesi a farlo. C'è l'Austria, per esempio, ma anche la Danimarca, che mesi fa aveva annunciato un piano simile, sempre con il Ruanda. Il modello delle deportazioni ha conquistato pure la premier Meloni, che ha detto di condividere il progetto di trasferire i migranti in attesa di risposta sull'asilo in Paesi terzi. A oggi, in base alle regole Ue, i richiedenti devono restare nello Stato in cui presentano domanda fino alla fine dell'iter burocratico.

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