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Foto archivio Ansa

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L'Ue vuole aumentare le confische alle mafie. Anche attraverso le indagini online

La Commissione vorrebbe avviare un processo di digitalizzazione delle autorità di contrasto e giudiziarie, che devono rimanere al passo con l'alta tecnologia utilizzata dai criminali

Per migliorare la lotta al crimine organizzato e colpire al cuore il suo business la Commissione europea ha presentato una nuova strategia che punta molto sulle risorse digitali, visto che le cosche stanno sempre di più modernizzando il loro modus operandi- Il piano si basa sull’ultima valutazione quadriennale sulla minaccia rappresentata dalle reti criminali, definisce gli strumenti e le misure da sviluppare nei prossimi cinque anni con lo scopo di smantellare il modello operativo e le strutture delle organizzazioni criminali a livello transfrontaliero, sia online che offline. “Con le nuove misure passeremo da una cooperazione di polizia occasionale a partenariati di polizia permanenti e seguiremo le tracce del denaro per identificare i criminali nelle indagini finanziarie”, ha affermato la Commissaria per gli Affari Interni Ylva Johansson.

I criminali sono al passo con i tempi

La Commissione ha spiegato che i gruppi criminali continuano a svilupparsi ed evolversi, tanto che sono stati in grado di adattare le loro attività alla pandemia. Hanno riconvertito il loro modus operandi e si sono concentrati principalmente sull’aumento della contraffazione dei dispositivi medici e frodi online. Ma i principali crimini in cui i malavitosi europei sono coinvolti rimangono lo spaccio di stupefacenti, furti nelle abitazioni, truffe, traffico di migranti e tratta degli esseri umani. “Nel 2019 i proventi da attività illecite nei principali mercati criminali rappresentavano l’1% del Pil dell’Ue, pari a 139 miliardi di euro”, ha comunicato Bruxelles. La Commissione avrebbe inoltre chiesto al Consiglio di avviare dei negoziati per affiancare a questo nuovo piano un accordo di cooperazione Ue-Interpol al fine di consentire alle agenzie comunitarie di ottenere informazioni aggiornate.

Uno scambio di dati più efficiente e i reati prioritari

La strategia sarebbe incentrata sul rafforzamento dello scambio d'informazioni tra autorità di contrasto e autorità giudiziarie in tutta l'Ue. Questo perché, il 65% dei gruppi criminali attivi nell’Unione è composto da individui provenienti da Stati membri diversi. La Commissione avrebbe anche proposto di aggiornare il “quadro Prüm” per lo scambio di dati su Dna, impronte digitali e immatricolazione dei veicoli. A questo proposito Margaritis Schinas, vicepresidente per la Promozione dello stile di vita europeo, ha dichiarato che la strategia presentata “aiuterà a colpire duramente i criminali smantellandone il modello operativo che approfitta della mancanza di coordinamento tra Stati”. Bruxelles avrebbe anche proposto di riesaminare le norme comunitarie contro i reati ambientali, creare un pacchetto di strumenti per contrastare la contraffazione, in particolare dei dispositivi medici, e presentare misure contro il commercio illecito di beni culturali. “Presentiamo anche una strategia ad hoc per contrastare la tratta di essere umani, colpisce soprattutto donne e ragazze,” ha comunicato la Commissione.

Confische e digitalizzazione

“Garantire che il crimine non paghi” è uno degli altri obiettivi che si è posto l’esecutivo europeo. Al momento oltre il 60% delle reti criminali attive nell’Ue agisce attraverso la corruzione e più dell’80% di queste utilizza attività commerciali legittime come facciata per le loro attività. Ma solo l’1% dei bene di origine illecita viene confiscato. Per questo, Bruxelles avrebbe proposto di riesaminare il quadro comunitario sulla confisca dei proventi di reato, sviluppare le norme antiriciclaggio dell’Ue, promuovere l’avvio tempestivo delle indagini finanziare e valutare la regolamentazione anticorruzione europea. La Commissione vorrebbe anche avviare un processo di digitalizzazione delle autorità di contrasto e giudiziarie, che devono rimanere al passo con l’alta tecnologia utilizzata dai criminali. “Proporremo modalità per permettere un accesso legittimo alle informazioni criptate nel contesto delle indagini e delle azioni penali, a tutela della sicurezza e della riservatezza delle comunicazioni” si legge in una nota dell’esecutivo europeo.

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