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Ian McKellen - foto Ansa EPA/NEIL HALL

Ian McKellen - foto Ansa EPA/NEIL HALL

Gli attori britannici: "La Brexit uccide il settore". E il Teatro Nazionale annulla i tour europei

I professionisti dello spettacolo chiedono di poter viaggiare liberamente in Ue senza bisogno di visti. "Il divorzio è stato un colpo disastroso, con le nuove regole portare in giro la nostra arte non è finanziariamente sostenibile"

Gli attori britannici hanno lanciato un appello a Londra per fare in modo che in futuro possano lavorare nell'Ue, denunciando che la Brexit rischia di dare un colpo mortale al settore. "Prima potevamo viaggiare in Europa senza visto. Ora dobbiamo pagare centinaia di sterline, compilare un modulo dopo l'altro e passare settimane ad aspettare l'approvazione, solo per poter fare il nostro lavoro", ha scritto il sindacato Equity in una lettera pubblicata dal Guardian.

L'appello

L'appello è stato sottoscritto da alcuni dei più noti attori di teatro e cinema britannici, come il premio oscar Ian McKellen, famoso per la sua interpretazione di Gandalf nel Signore degli anelli, Patrick Stewart, noto soprattutto per il ruolo del capitano Jean-Luc Picard in Star Trek, e la premio Oscar Julie Walters, nota anche per il ruolo di Molly Weasley nella saga di Harry Potter. I segnatari chiedono al premier Boris Johnson di tornare al tavolo dei negoziati con Bruxelles per garantire che possano viaggiare senza bisogno di un visto nel Vecchio continente. La lettera afferma che i professionisti di teatro, musical, cinema e pubblicità hanno un disperato bisogno di lavorare in Europa una volta che le restrizioni sulla pandemia saranno eliminate, ma che "l'attuale accordo sulla Brexit è un ostacolo imponente".

Tour annullati

E lo è al punto tale che il Teatro Nazionale di Londra sta accantonando tutti i suoi piani per portare le sue produzioni in tour nell'Europa continentale, a causa dell'incertezza sui permessi di lavoro. “Speriamo di riprendere i tour europei. Tuttavia, al momento non siamo in grado di fare piani precisi a causa della legislazione sulla Brexit; i potenziali costi aggiuntivi per i visti e l'attuale incertezza sui contributi previdenziali significano purtroppo che attualmente non è finanziariamente sostenibile ", ha detto il portavoce del teatro. E tra divorzio dall'Ue e pandemia sono tanti i lavoratori dello spettacolo che hanno già perso il lavoro, denuncia Equity. "Per un settore che è profondamente radicato nella comunità internazionale - dal teatro e danza in tournée a film, televisione e pubblicità - che deve funzionare velocemente, in modo flessibile e a chiamata, questo è un colpo disastroso e colpirà più duramente i gruppi già in difficoltà ed emarginati ", afferma ancora la lettera sottoscritta anche da Miriam Margolyes, Anne-Marie Duff e Celia Imrie. Il mese scorso erano stati i musicisti a firmare un appello del genere, denunciando anche loro come la Brexit rendesse praticamente impossibile organizzare tour europei, soprattutto per gli artisti emergenti.

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