“I primi astronauti Ue sulla Luna”. L’Italia raddoppia i fondi per l’Agenzia spaziale

Sassoli conferma l’impegno dei Paesi europei, che investiranno 12,45 miliardi nei prossimi tre anni per la ricerca nell’Universo. Atterraggio lunare previsto per il 2024 con la missione Orion, che porterà un uomo e una donna sul satellite della Terra

L'astronauta dell'ESA Luca Parmitano durante una passeggiata spaziale (Copyright ESA/NASA)

Un ambizioso piano di ricerca spaziale capace di portare “astronauti europei sulla Luna per la prima volta”. L’annuncio arriva dal presidente dell’Eurocamera David Sassoli durante gli “Stati generali dello Spazio, Sicurezza e Difesa”, in corso a Napoli. “Il 2019 è stato un anno cruciale per il ruolo europeo nelle attività spaziali" prosegue Sassoli, che ricorda il recente stanziamento record per l’Agenzia spaziale europea (Esa) pari a “12,45 miliardi di euro per i prossimi 3 anni”. Con 2,28 miliardi di finanziamenti, l’Italia si conferma terzo contributore della “Nasa europea” con sede a Parigi. Uno stanziamento “raddoppiato” rispetto al passato, conferma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro.

La prima donna sulla Luna

Si tratta di un budget ancora modesto se paragonato a quanto investono gli Stati Uniti nella ricerca spaziale. Si stima che la Nasa abbia speso circa 19,4 miliardi di dollari (quasi 17,5 miliardi di euro) solo nel 2019. Archiviate le rivalità tra superpotenze che appartenevano alla guerra fredda, Nasa e Esa stanno collaborando alla missione Orion, che porterà un altro uomo e la prima donna sulla Luna

La missione Orion

L’Agenzia spaziale europea contribuirà al lancio, previsto per il 2024, mettendo a disposizione il sistema di propulsione aerospaziale, il meccanismo di controllo termico e di regolazione dell’aria all’interno della navicella. L’impegno europeo per la ricerca nell’Universo è confermato anche dal progetto, riportato dalla Cnn, di inviare astronauti prima del 2024 nella Stazione Spaziale Internazionale in orbita intorno alla Terra.

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Un settore strategico

“Oggi la corsa strategica allo Spazio non è più riservata a un club ristretto di Paesi tecnologicamente avanzati”, ricorda Sassoli. “Vista la duplice natura degli investimenti nel settore spaziale - sottolinea il presidente dell’Eurocamera - qualsiasi progresso tecnologico nello Spazio ha implicazioni strategiche per la difesa”. Un chiaro avvertimento ai Governi Ue, impegnati nelle trattative per il prossimo bilancio pluriennale dell’Unione. 

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