Domenica, 19 Settembre 2021
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L'Ue fa causa ad AstraZeneca per le mancate consegne, ma gli Stati non vogliono più le sue dosi

Bruxelles avvia un'azione legale per la violazione del contratto. In Olanda le autorità affermano che milioni di vaccini acquistati potrebbero non essere utilizzati e i Paesi membri puntano sempre più su altre iniezioni

La Commissione europea ha avviato un'azione legale contro AstraZeneca “per non aver rispettato il contratto per la fornitura dei vaccini". Lo ha reso noto un portavoce dell'esecutivo che ha spiegato che la causa, intentata a nome dei 27 Stati membri, riguarda "la violazione del contratto preliminare di acquisto" in quanto i suoi termini "non sono stati rispettati e l'azienda non ha avanzato una strategia affidabile per assicurare la tempestiva fornitura delle dosi". Il reclamo è stato formalmente presentato nei tribunali belgi venerdì scorso e mercoledì si terrà una prima udienza. Per Bruxelles "quel che è importante per noi è garantire la rapida consegna di un numero sufficiente di dosi a cui hanno diritto i cittadini europei e che sono state promesse sulla base del contratto", ha concluso il portavoce.

Da parte sua l'azienda anglo-svedese si è “rammaricata” per la decisione e ha spiegato che "si difenderà fermamente in tribunale". "Dopo un anno senza precedenti, la nostra azienda sta per fornire quasi 50 milioni di dosi ai Paesi Ue entro fine aprile, in linea con le nostre previsioni", sostene la compagnia rivendicando di aver "rispettato pienamente l'accordo di acquisto anticipato con la Commissione Ue" e di aver agito "in modo corretto ed equo senza scopo di lucro durante la pandemia nell'Ue e in tutto il mondo". I contorni della causa però non sono ancora chiari, l'Ue potrebbe chiedere il pagamento di penali o la restituzione dei soldi già versati all'azienda per dosi non consegnate, almeno non nei tempi previsti. Secondo i patti AstraZeneca si era impegnata a consegnare in tutto 300 milioni di dosi di vaccino tra dicembre 2020 e giugno 2021: alla fine di marzo aveva consegnate però solamente 30 delle 120 milioni di dosi previste per quella data, e entro la fine di giugno prevede di consegnarne solo 70 delle 180 milioni rimanenti. Bruxelles ha però già pagato 336 milioni di euro per i costi di base, che sarebbero stati già integralmente versati, in due tranche, ancor prima della consegna delle prime dosi. Mentre gli Stati dovranno contribuire invece con circa 534 milioni, da versare alla consegna. Ogni dose viene pagata con 1,12 euro dall’Ue e 1,78 dalle nazioni.

Ma queste ultime hanno ormai sempre meno bisogno delle dosi AstraZeneca perché il caos legato alla sua approvazione prima solo per gli under 65, poi con il blocco totale a causa della scoperta di rarissimi casi di trombosi, e infine con l'approvazione in gran parte degli Stati membri solo per gli over 60, nonostante l'ok dell'Ema per tutte le età, non ha fatto altro che far aumentare lo scetticismo dei cittadini verso queste dosi che vengono rifiutate sempre di più. I governo stanno puntando sempre più su Pfizer, Moderna e J&J e addirittura l'Olanda potrebbe non utilizzare gran parte degli undici milioni di dosi acquistate, delle quali finora ne sono state inoculate solo 1,5 milioni.

Lo ha detto al quotidiano olandese AD il capo del dipartimento vaccinazioni dell'Istituto di sanità pubblica, Jaap Van Delden, che è stato per questo aspramente criticato dai medici di base della nazione. "I cambiamenti politici attorno a questo vaccino stanno rendendo più difficile per i medici garantire un'alta affluenza”, nella campagna di immunizzazione, ha scritto l'organizzazione dei medici di famiglia in una nota, e "questo non aiuta assolutamente". "Per quanto ci riguarda è chiaro: se la scelta è AstraZeneca ora o forse un altro vaccino più tardi, allora la scelta dovrebbe assolutamente essere per AstraZeneca ora", hanno concluso.

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