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Un meteorite ritrovato nell'Antartide - foto Ansa

Un meteorite ritrovato nell'Antartide - foto Ansa

Asteroidi, un'alleanza Europa-Usa per evitare le catastrofi (come in Armageddon)

Il programma Hera costerà quasi 300 milioni di euro e permetterà di monitorare gli spostamenti dei corpi celesti nella traiettoria nel nostro pianeta. La Nasa si occuperà di deviare quelli più pericolosi

Un’alleanza per salvarci dall’estinzione evitando che il pianeta scompaia distrutto da una pioggia di meteoriti. Può sembrare la trama di un film di fantascienza come Armageddon, ma è la realtà. È attesa per novembre la decisione degli Stati europei su quanto e come spendere nei programmi spaziali di protezione anti-asteroidi. Sul piatto dei finanziamenti all’Esa (Agenzia spaziale europea) dovranno esserci 290 milioni di euro, necessari a far partire il programma Hera. La Dea greca del matrimonio darà il nome al sistema di monitoraggio degli asteroidi che si trovano nella traiettoria terrestre. Il programma Dart della Nasa si occuperà invece di deviare i corpi celesti più pericolosi per il nostro Pianeta.

20mila asteroidi 'puntano' alla Terra

Secondo l’Esa, sono circa 20mila gli asteroidi con un'orbita che li avvicina al nostro Pianeta. Il fatto che nessun corpo celeste di dimensioni preoccupanti ci sia piombato in testa non significa che ciò non possa accadere in futuro. Se un evento simile si dovesse verificare, le conseguenze sarebbero catastrofiche per l’umanità. Proprio questa settimana è in corso una simulazione condotta dalla Nasa che prende in esame lo scenario in cui un asteroide di dimensioni comprese tra 100 e i 300 metri abbia una possibilità su cento di colpire la Terra nell'aprile del 2027. Dalla dimostrazione si capirà come deviare la traiettoria di un asteroide, evitando una collisione con la Terra.

Nel 2013 bastò una meteora di soli 20 metri di diametro per causare un bombardamento di detriti nella città russa di Celjabinsk, nella Siberia occidentale. Per fortuna, non ci furono vittime, ma quasi 1.500 persone rimasero ferite dai frammenti del “bolide” extraterrestre, frantumatosi a tutta velocità contro la nostra atmosfera.  

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