Lunedì, 27 Settembre 2021
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Concesso l'asilo politico a un cittadino polacco, in Europa: non succedeva dai tempi del comunismo

A concedergli protezione è stata la Norvegia che ha così dato un altro colpo al Paese già al centro di una battaglia con l'Ue che lo accusa di mancato rispetto dello stato di diritto

A un uomo polacco è stato concesso l'asilo politico, un evento piuttosto raro per un cittadino di uno Stato membro dell'Unione europea. Per il Paese, già sotto pressione a Bruxelles per le accuse di violazione dello stato di diritto è un duro colpo. È stata la Norvegia a concedere la protezione a Rafal Gawel che era stato condannato per frode e falsificazione di documenti ma che sostiene che la sentenza sia una forma di persecuzione politica sotto il governo di destra di Varsavia guidato dal partito Diritto e Giustizia. Oslo si era già schierata contro Varsavia e anche contro l'Ungheria di Viktor Orban, bloccando 400 milioni di sovvenzioni, accusando le due nazioni di violare l'indipendenza dei giudici e i diritti della comunità Lgbti+.

Come racconta l'Observer è la prima volta che l'asilo politico viene concesso a un polacco in più di 30 anni dalla caduta del comunismo in Polonia. La decisione del Consiglio norvegese per i ricorsi sull'immigrazione (UNE) di concedere lo status di rifugiato, annunciata la scorsa settimana, dà a Gawel, sua moglie e sua figlia il diritto di risiedere in Norvegia per un anno, con permesso di lavorare. Marianne Granlund, capo dipartimento del consiglio, ha detto al quotidiano norvegese VG che è molto raro concedere asilo ai cittadini dei paesi europei ma che "la documentazione era così ampia qui e la spiegazione del denunciante era così convincente che UNE si è convinto che avesse diritto alla protezione".

Nel giustificare le sue decisioni, il consiglio ha sostenuto che i tribunali polacchi sono stati politicizzati e il sistema di controlli ed equilibri distrutto, mentre lo Stato non è riuscito a contrastare l'attività delle organizzazioni di estrema destra. "Sono sicuro di essermi salvato la vita, perché se fossi andato in prigione in Polonia, non avrei potuto aspettarmi un buon futuro. Ero odiato dal governo", ha dichiarato Gawel all'Associated Press. Ne suoi confronti era stato emessa una richiesta di estradizione rifiutata da Oslo. Gawel, che era il fondatore e capo del Centro per il monitoraggio dei comportamenti razzisti e xenofobi, era fuggito dalla Polonia nel gennaio 2019, poco prima che una corte d'appello polacca confermasse la condanna a due anni di reclusione per frode, falsificazione di firme e contraffazione di documenti finanziari.

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