"La crisi dei migranti è finita, richieste d'asilo tornate ai livelli del 2014"

Lo sostiene l'Easo, l'ufficio europeo di supporto ai potenziali rifugiati: nel 2018 sono state 634.700 le domande presentate nei 28 Paesi Ue, in Norvegia e in Svizzera

Le richieste di asilo nell'Ue sono tornate ai livelli del 2014, prima del picco della crisi migratoria del 2015. Nell'Ue allargata a Norvegia e Svizzera, secondo dati dell'Easo, lo European Asylum Support Office, nel 2018 si sono registrate 634.700 richieste di asilo, in calo del 10% rispetto al 2017, un livello simile a quello del 2014. I dati indicano anche che il numero delle prime richieste di asilo pendenti è calato di quasi il 50% rispetto al picco dell'autunno 2016.

Il decremento delle richieste di asilo registrato nel 2018 segue il brusco calo tendenziale che si era già verificato nel 2017 (-44%). Secondo l'Easo nell'Ue Plus (Ue più Norvegia e Svizzera) nel 2018 è diminuita la percentuale delle richieste di asilo riconosciute sul totale di quelle presentate, al 34% rispetto al 40% del 2017. Anche se le richieste complessive sono calate nel 2018, i cittadini iraniani, turchi e di diversi Paesi esenti dall'obbligo di visto hanno presentato più domande rispetto al 2017.

La principale nazionalità è sempre quella siriana, ma le domande sono in calo del 25% rispetto al 2017: oltre un richiedente asilo su dieci è siriano, mentre nel 2015-16 lo era più di uno su quattro. Gli altri due principali Paesi di provenienza sono Afghanistan ed Iraq. Le richieste di asilo da parte di georgiani, turchi e venezuelani sono salite per il secondo anno di fila; aumenti nel 2018 si sono registrati anche per colombiani, palestinesi e iraniani. L'anno scorso oltre un quinto delle richieste di asilo è stato presentato da cittadini di Paesi esenti dall'obbligo di visto per accedere all'area Schengen, inclusi venezuelani, colombiani e georgiani, una percentuale molto più elevata rispetto al 2017.

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I Paesi dell'Ue Plus hanno complessivamente emesso 593.500 decisioni di prima istanza, il 40% in meno del 2017, ma ancora molte di più rispetto al periodo pre-crisi. Circa una decisione su tre ha avuto esito positivo, garantendo o lo status di rifugiato o la protezione sussidiaria. Le nazionalità che hanno avuto i più alti tassi di riconoscimento del diritto di asilo sono Siria, Yemen ed Eritrea, mentre in fondo alla classifica ci sono Georgia e Gambia. E' calato in misura modesta il numero delle richieste effettuate e in attesa di una decisione in primo grado: alla fine del 2018 erano pendenti 26.500 casi in meno rispetto alla fine del 2017. L'arretrato ammontava a fine anno a 448.300 casi, mentre nell'autunno 2016 superava il milione. 

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