“Il diritto d’asilo va ridiscusso”. Bufera sull'aspirante successore di Angela Merkel

Friedrich Merz prende di mira l’accoglienza dei rifugiati, introdotta nella Costituzione tedesca dopo il nazismo

Il diritto d’asilo, riconosciuto nella Carta fondamentale della Germania come “risarcimento storico” dopo i massacri del regime nazista, viene oggi messo in dubbio dal candidato a sostituire Angela Merkel alla leadership della CDU, il partito cristiano-democratico guidato stabilmente dalla cancelliera dal 2000 ad oggi. Friedrich Merz, avvocato ed ex magistrato, in corsa per la successione, è balzato agli onori delle cronache per la sua frase sui diritti dei rifugiati. “Ho pensato a lungo che dobbiamo essere pronti a discutere apertamente di questo diritto costituzionale all’asilo”, ha detto durante un incontro, spiegando che la Germania dovrebbe attenuare tale diritto con una “riserva legale”. 

Il politico ha anche sottolineato che considera le condizioni attuali troppo generose per chi chiede il diritto d’asilo. Secondo quanto riportato dall’agenzia Deutsche Welle, Merz avrebbe anche detto che “la Germania è l'unico Paese al mondo che stabilisce un diritto d’asilo per gli individui nella sua Costituzione”. In realtà anche la costituzione italiana sancisce all'articolo dieci che “lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge”.

Le frasi pronunciare da Merz nel corso di un dibattito pubblico in una cittadina della Turingia con gli altri sfidanti alla guida della Cdu, Jens Spahn e Annegret Kramp-Karrenbauer, hanno scatenato le reazioni indignate da parte del mondo politico, della società civile tedesca e delle organizzazioni di beneficenza che lavorano con i rifugiati. Alcuni lo hanno addirittura accusato di aver dimenticato i crimini del Terzo Reich.  Merz in seguito ha dichiarato di essere stato frainteso, rassicurando di non voler mettere in discussione il diritto costituzionale, ma di voler sottolineare come “possiamo risolvere i problemi dell'immigrazione e dei richiedenti asilo nel contesto europeo”.

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