Sabato, 16 Ottobre 2021
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"Agenti rubavano armi da dare agli estremisti di destra", l'accusa alla polizia tedesca

Sono sempre più le prove dei legami tra alcuni membri del corpo e gruppi neonazisti. Per il capo delle forze dell'ordine della nazione si tratta di "uno schiaffo in faccia ai colleghi"

Chat con estremisti di destra, munizioni rubate e accuse di controlli razzisti: negli ultimi anni è aumentata la preoccupazione di infiltrazioni di neo nazisti nella polizia tedesca. E adesso almeno 20 agenti tedeschi sono sospettati di aver rubato pistole di servizio, mitragliatrici e fucili da cecchino e di averli consegnati a un poligono di tiro collegato a una rete di estrema destra, nota con il nome di Nordkreuz (Croce del nord) che si coordina principalmente attraverso una chat. Al centro dell’indagine si trovano circa 50 membri del gruppo e gli ufficiali di polizia. Ma l’implicazione del poligono di tiro, oltre a far indagare gli agenti, ha portato alle dimissioni di Lorenz Caffier, un membro del partito di Angela Merkel, l’Unionce cristiano-democratica (Cdu), dopo che si è saputo che aveva lui stesso acquistato una pistola dal proprietario.

L’idea del gruppo

I poliziotti che si sospetta siano affiliati a Nordkreuz sono sospettati di condividere l’idea del gruppo secondo cui la Germania sia destinata a crollare in una guerra civile contro una forza armata musulmana, per questo avrebbero fornito ai militanti scorte di armi e altri rifornimenti. Sembra inoltre che sulla chat dell’applicazione, i poliziotti e gli altri attivisti del movimento stessero discutendo un piano per prendere il potere attraverso un colpo di Stato paramilitare. Per questo gli agenti avrebbero nascosto armi e munizioni in "case sicure" in tutto il Paese e addirittura discusso dell'assassinio di eminenti politici liberali. Come spiega Die Welt, quando la polizia ha perquisito la casa di uno dei fondatori di Nordkreuz, un poliziotto cinquantenne identificato solo come Marko G, hanno trovato più di 55mila cartucce per varie armi da fuoco, tra cui quelle per i fucili da cecchino Remington che si ritiene siano state rubate da un'armeria delle forze speciali di polizia in Baviera. In un raid separato le autorità hanno anche trovato 7mila munizioni che sarebbero state prese illegalmente da un'armeria di polizia in Sassonia. Adesso, circa 17 agenti dell'unità delle forze speciali di polizia in Sassonia e almeno 3 bavaresi sono sotto inchiesta. "Queste accuse sono uno schiaffo in faccia per me e gli altri colleghi", ha detto Petric Kleine, presidente della polizia di Stato della Sassonia. "Sono furioso e deluso perché un'intera unità delle operazioni speciali non solo ha deliberatamente ignorato gli ordini, ma soprattutto perché ha abusato della nostra fiducia per attività criminali”, ha concluso Kleine.

Le persone coinvolte

Secondo l’inchiesta il poligono di tiro sarebbe stato utilizzato come punto di incontro dei militanti del gruppo. Sembra poi che Marko G periodicamente lavorasse lì come istruttore di armi da fuoco. Oltre all’uomo, che era già stato condannato nel 2019 a 21 mesi di reclusione per violazione delle leggi sulle armi, gli inquirenti starebbero indagando anche su Frank Thiel, un trafficante di armi, vicino a Nordkreuz. Ma, come spiega il Times, i pubblici ministeri starebbero trattando Thiel come testimone piuttosto che come sospettato. Thiel avrebbe dichiarato di essere stato aggiunto alla chat virtuale di Nordkreuz alla fine del 2015, ma che aveva abbandonato il gruppo dopo quattro settimane una volta capito che "le loro intenzioni vanno verso una direzione che non è mia". Avrebbe inoltre negato qualsiasi orientamento estremista, sostenendo di non aver visto "nessun estremista di destra o messaggi xenofobi" durante la sua permanenza nella chat.

I precedenti

Lo scorso novembre, a seguito di alcuni episodi che dimostrarono alcuni collegamenti tra l’esercito tedesco e l’estrema destra, il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier si era rivolto ai soldati chiedendo di denunciare i commilitoni legati a gruppi neonazisti. La denuncia, aveva dichiarato il presidente tedesco, "non è un tradimento, non è una diffamazione, ma esattamente il contrario". Secondo Steinmeier, le Forze armate "non devono tollerare" al proprio interno "un contesto in cui emergano o addirittura crescano reti di estremisti di destra". 

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