Aquarius ancora senza porto, Ue "in contatto con diversi Stati membri"

Italia e Malta si rifiutano di accogliere i 140 migranti salvati venerdì. Barcellona e Napoli offrono ospitalità ma per il ministro Toninelli è il Regno Unito che deve assumersi la responsabilità. La Ong: "Effetto perverso della non gestione dei flussi da parte dell'Europa"

foto Guglielmo Mangiapane / SOS MEDITERRANEE

Continua l'odissea dell'Aquarius, la nave noleggiata dalla ong Sos Méditerranée e gestita in collaborazione con Medici Senza Frontiere, che venerdì scorso ha soccorso più di 140 migranti da due barche in difficoltà nel Mediterraneo centrale, e che ancora oggi non ha trovato un porto disposto a farla sbarcare. Sia Malta sia l'Italia si rifiutano di concederle di attraccare e ora si prova a trovare una soluzione a livello europeo. Sul caso"la Commissione Ue è in contatto con un numero di Stati membri, che ci hanno contattato", per la suddivisione dei migranti e "come abbiamo fatto per casi precedenti, siamo pronti a prestare il nostro pieno sostegno e peso diplomatico, per una rapida soluzione", ha garantito una portavoce dell'esecutivo comunitario. Bruxelles ha ricordato però che “non sta alla Commissione Ue valutare”, dove devono sbarcare i migranti, in quanto si tratta “di legge internazionale".

Toninelli: "Responsabilità è del Regno Unito"

"L'Ong Aquarius è stata coordinata dalla Guardia Costiera libica in area di loro responsabilità. La nave è ora in acque maltesi e batte bandiera di Gibilterra. A questo punto il Regno Unito si assuma le sue responsabilità per la salvaguardia dei naufraghi", ha scritto su Twitter il ministro per le Infrastrutture, Danilo Toninelli. "In teoria è possibile che la bandiera della nave che ha condotto il soccorso possa essere considerata un luogo potenziale per lo sbarco, ma questo potrebbe non essere poi possibile nella pratica", anche perché "ci sono molti parametri diversi da prendere in considerazione" e "ogni caso è diverso", ha precisato la portavoce della Commissione parlando in generale sulle leggi del mare.

Barcellona e Napoli pronte ad accogliere i migranti

Barcellona si è proposta come porto di sbarco e la vice sindaca di Barcellona, Laia Ortiz, ha chiesto al governo centrale di Madrid il permesso, che è però stato rifiutato seppur in via non definitiva. Barcellona, ha dichiarato Ortiz, citata da El Pais, è sempre impegnata "per difendere il diritto alla vita". In Italia ad aprire le porte della città è stato il sindaco di Napoli, Luigi de Magistriis, che ha invitato l'Aquarius "ad avvicinarsi verso il nostro porto perché, qualora non li facessero sbarcare, saremmo noi stessi ad andarli a prendere in mezzo al mare, come è giusto che sia dinanzi a persone che stanno rischiando di morire perché c'è chi vuole mostrarsi forte coi deboli, solamente per puro calcolo di opportunismo politico".

L'appello della Ong

La presidente di SOS Mediterranee, Sophie Beau, ha lanciato un appello "a tutti i Paesi europei perché si assumano le loro responsabilità" per trovare un porto sicuro alla nave, sottolineando come la situazione attuale è "in totale contrasto con il diritto internazionale e marittimo”, e che “tutto questo è fatto sulla pelle di persone in pericolo", e che si tratta di un altro "effetto perverso della non gestione" di questo problema umanitario da parte degli stati europei.

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