Migranti, l'accusa: l'Italia ha usato fondi Ue per respingere l'Aquarius

A giugno il governo avrebbe speso 290mila euro, di cui 200mila comunitari, per mandare a Valencia l'imbarcazione che aveva salvato 630 migranti nel Mediterraneo. La Commissione non conferma la notizia ma ha dato il via a dei controlli

foto Ansa EPA/DOMENIC AQUILINA

Il respingimento della nave "Aquarius", che trasportava 630 migranti salvati nel Mediterraneo, e l'operazione per scortarla a Valencia, sarebbe costato all'Italia 290 mila di euro, di cui 200 mila sarebbero stati presi dai fondi comunitari destinati a sostenere le operazioni di ricerca e soccorso in mare. Lo afferma il sito specializzato in affari europei Euobserver.com, sulla base di un'analisi dei costi sostenuti per la nave "Dattilo" della Guardia costiera, che, insieme alla "Orione", dopo aver trasferito diverse centinaia di migranti a bordo, ha accompagnato l'Aquarius a Valencia.

In una dichiarazione citata dal sito, la Guardia costiera avrebbe indicato che "solo il 10% di queste spese è direttamente sostenuto dal bilancio dello Stato (italiano), mentre il resto è cofinanziato dall'Unione Europea". Secondo la testata le risorse utilizzate per accompagnare l'Aquarius sarebbero state prelevate dai fondi che la Commissione ha stanziato per coprire, tra l'altro, i costi diretti delle operazioni di ricerca e soccorso in mare. La vicenda risale allo scorso giugno: l’Aquarius rimase per tre giorni in alto mare con 630 migranti a bordo, tra cui 123 minori non accompagnati e 7 donne incinte, in attesa che venisse trovata una soluzione e la situazione si sbloccò quando l’11 giugno, il premier socialista Pedro Sanchez rese disponibile il porto di Valencia, distante più di 1.500 chilometri da dove si trovava l’Aquarius.

Bruxelles promette un'indagine

La Commissione ha detto di “non poter confermare” questa informazione ma un portavoce ha spiegato che l'esecutivo valuterà "secondo le procedure" se la notizia corrisponde alla verità. "Siamo in contatto regolarmente con le autorità italiane responsabili per l'implementazione dei fondi Ue nell'area della gestione delle migrazioni. Come con tutti i fondi Ue a gestione condivisa, abbiamo procedure standard attraverso cui valutiamo l'eleggibilità dei costi alla fine del periodo", ha detto la portavoce Tove Ernst, promettendo "una valutazione molto approfondita". La Commissione ha "gli strumenti per fare in modo che il denaro dei contribuenti sia utilizzato nel modo in cui dovrebbe essere speso", ha assicurato un altro portavoce, Alexander Winterstein.

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9 milioni all'Italia per i richiedenti asilo

Intanto per contribuire a gestire gli afflussi di migranti Bruxelles ha stanziato 9 milioni di euro di fondi all'Italia per contribuire a migliorare l'accesso ai servizi sanitari nei centri di accoglienza per richiedenti asilo e altri beneficiari di protezione internazionale. Secondo l'esecutivo Ue, l'assistenza finanziaria dovrebbe aiutare oltre 42 mila persone in Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Toscana e Sicilia, con attenzione particolare per le persone vulnerabili incluse donne e bambini. "Questo è un altro chiaro esempio di come la Commissione sostiene l'Italia di fronte alla pressione migratoria", ha dichiarato Winterstein. Con questo stanziamento, la Commissione ha mobilitato per l'Italia oltre 200 milioni di euro di fondi di emergenza per sostenere la gestione dei migranti, che si aggiungono ai 653,7 milioni pre-allocati per il periodo 2014-2020.

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