Appello di Sos Mediterranée: "Un paese Ue conceda la bandiera ad Aquarius"

La Ong: Panama ci ha cancellato dal registro marittimo dopo le pressioni del governo italiano. Msf: basta criminalizzare le associazioni, dall'inizio dell'anno sono morte in mare 1260 persone

Foto Ansa EPA/DOMENIC AQUILINA

La nave Aquarius, che svolgeva operazioni di ricerca e soccorso di migranti nel mediterraneo, e’ attualmente senza bandiera, dopo la decisione delle autorità pamanensi di cancellarla dall'albo marittimo. "È stato uno shock per noi il ritiro della bandiera di Panama all'Aquarius II, e un gesto illegale. Siamo l'ultima nave di Ricerca e soccorso nel Mediterraneo. Abbiamo fornito oltre 70 certificazioni alle autorità' per l'iscrizione al registro, tutto era in regola. Così abbiamo chiesto spiegazioni", ha dichiarato in una conferenza stampa a Roma Frederic Penard, direttore delle operazioni Sos Mediterranee, che denuncia le "pressioni politiche" che sarebbero giunte dalle autorità italiane e avrebbero spinto Panama a decidere per il ritiro "per non incorrere in problemi" nelle relazioni con Roma. A confermarlo sarebbe stato Panama stesso, in una nota riservata che Msf e Sos Mediterranee si riservano di non rendere pubblica per intero.

La richiesta di solidarieta'

"Abbiamo sempre agito nella legalità" continua Penard. "Abbiamo condotto centinaia di operazioni di salvataggio. Non accettiamo i respingimenti verso la Libia perché violano il diritto umanitario internazionale", che impone alle navi di non riportare persone verso un Paese non considerato sicuro. "Chiediamo al governo panamense di tornare sulla sua decisione" l'appello del responsabile Sos Mediterranee. "Poi chiediamo una presa di posizione da parte dell'Unione europea: quei Paesi ripetono di aderire ai valori della solidarietà. È il momento di dimostrarlo, concedendo l'iscrizione della bandiera dell'Aquarius II nel registro di un Paese europeo". Infine, Penard chiede di non criminalizzare il soccorso: "La società civile faccia pressione sui propri governi per sostenere il nostro lavoro". "Siamo stanchi di questa campagna di diffamazione, di criminalizzazione e di intimidazione nei confronti delle ong", a affermato Claudia Lodesani, presidente di Msf.

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La strage nel Mediterraneo

"È' arrivato il momento di dire le cose come stanno: dall'inizio dell'anno sono morte in mare 1260 persone. I morti sono triplicati. E sono dati quasi sicuramente sottostimati. Sono stati oltre una decina i grandi naufragi". Tutto questo, sottolinea Lodesani, “e' l'effetto dello smantellamento del sistema dei soccorsi in mare. E si continua a morire in mare anche se sono diminuiti i testimoni. E di questo sono responsabili tutti i governi europei, siano essi di Macron o Salvini”. Msf rivolge un appello ai governi europei affinché cambi politica e trovi una soluzione per la nave Aquarius.

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