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Sabato, 4 Dicembre 2021
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Affidò appalto senza gara, Corte Ue condanna Terna a restituire mezzo milione di fondi europei

L’operatore italiano dell’elettricità si era aggiudicato 2 milioni di euro di finanziamenti da Bruxelles per la realizzazione delle reti transeuropee dell’energia. Ma con l’assegnazione impropria dei lavori a una controllata, la società ha perso un quarto dei contributi

La società di energia elettrica Terna, con sede a Roma, oggi è stata condannata dalla Corte di giustizia dell’Unione europea al pagamento di circa 500mila euro per aver affidato - senza gara d’appalto - i servizi legati a un progetto per il quale le erano stati assegnati circa 2 milioni di euro di finanziamenti europei. Si tratta dei lavori per il “progetto d’interesse comune” per la trasmissione di energia tramite “una nuova interconnessione elettrica transfrontaliera meridionale Italia-Francia mediante infrastrutture autostradali”. Terna, scrivono i giudici europei, “aveva affidato, senza gara, dei servizi legati a tali progetti a una società del medesimo gruppo, la Cesi”.

Le norme Ue

Le regole europee ammettono l’assegnazione diretta agli “enti aggiudicatori”, in questo caso Terna, solo quando, “per ragioni di natura tecnica, l’appalto può essere affidato unicamente a tale soggetto”. “Terna - proseguono i giudici europei - non ha provato che fosse assolutamente necessario affidare i servizi in questione, senza gara, proprio a Cesu e non ad altri”. Tra gli argomenti che avevano sostenuto il ricorso della società italiana alla Corte Ue di ultima istanza c’era il contatto mantenuto da Terna con Bruxelles all’epoca dei fatti. Ma, spiegano i giudici, “che la Commissione fosse a conoscenza della vicenda non implica un legittimo affidamento di Terna sull’avvenuta approvazione dell’appalto da parte della Commissione”. 

Le conseguenze dell'irregolarità

L’esecutivo europeo nel 2008 aveva concesso all’impresa con sede a Roma un contributo finanziario massimo di circa un milione e mezzo di euro. A questi si erano aggiunti, nel 2010, altri 500mila euro per lo “Studio di fattibilità per una nuova interconnessione elettrica transfrontaliera meridionale Italia-Francia mediante infrastrutture autostradali”. Nel 2015, “a seguito di un’indagine conoscitiva”, la Commissione ha riscontrato l’affidamento senza gara. Da qui la contestata violazione della normativa europea in materia di appalti pubblici e una lettera con due note di debito: una da 414mila euro e un’altra da quasi 81mila euro. Con la decisione di oggi, la Corte respinge definitivamente il ricorso di Terna sulla riduzione dei contributi europei che le erano stati assegnati.

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