In Francia l'app anti-Covid ha scovato 68 contagiati. Ma è boom di disinstallazioni

Nelle ultime settimane, ben 460mila francesi hanno eliminato l'applicazione per il tracciamento dei contagi di coronavirus dai loro smartphone. Resta anche il nodo dell'interoperabilità con gli altri software elaborati nel resto dell'Ue. La Commissione europea ammette: "C'è ancora tanto lavoro da fare"

In Francia, quasi 2 milioni di persone hanno scaricato l'app per il tracciamento dei contagi, "StopCovid", e solo 68 di esse sono risultate positive al test per il nuovo coronavirus, mentre altre 14 sono state informate del fatto che uno dei loro incontri era a rischio. E' quanto ha comunicato il ministro per gli Affari digitali, Cédric O, nel presentare i primi risultati della 'Immuni' transalpina. Ma il dato forse più interessante (e preoccupante) è che in contemporanea c'è stato un aumento degli utenti che hanno disinstallato l'app. 

"Negli ultimi giorni si è verificata una tendenza al rialzo nelle disinstallazioni, una decina di migliaia al giorno", ha spiegato O. Nelle ultime tre settimane, 460.000 persone hanno disinstallato l'app. Questo aumento, secondo il ministro, va attribuito al "calo della preoccupazione" per l'epidemia. Il ministro ha anche affrontato le preoccupazioni relative all'approccio centralizzato dell'app, che lo rende incompatibile con le app di molti altri Paesi dell'Ue che si basano su una tecnologia "decentralizzata" sostenuta da Apple e Google. "Personalmente, mi dispiace che non abbiamo interoperabilità con altri Paesi europei. Ma l'impatto sulla salute è limitato: se vai in vacanza in Spagna, puoi scaricare l'app spagnola", ha detto.

La questione dell'interoperabilità non preoccupa solo i francesi, ma l'intera Ue, come ha spiegato la vicepresidente della Commissione europea, Margrethe Vestager: per assicurare che le app sviluppate nei vari Paesi europei siano interoperabili, cioè comunichino tra loro e funzionino anche oltre confine, "c'è ancora lavoro da fare, ma penso che stiamo andando nella direzione giusta", ha detto in una audizione al Parlamento europeo a Bruxelles.

"Le app per il tracciamento del virus - ha continuato Vestager - sono state un processo molto lungo. Abbiamo tentato di mettere d'accordo gli Stati membri sui principi di base: che siano decentralizzate, che vengano messi sui telefonini solo i dati necessari, che la privacy è essenziale, che sia veramente volontaria". "Ora abbiamo consenso, tranne che in un caso, sull'approccio decentralizzato - ha proseguito Vestager - le specifiche tecniche sull'interoperabilità sono state decise. E' molto importante per noi che restino su base volontaria". 

"Spero che, per alcune app che non sono interoperabili, gli aggiornamenti consentano l'interoperabilità - ha aggiunto la vicepresidente della Commissione - in modo da avere discussioni che permettano lo scambio di informazioni, in modo che funzionino davvero attraverso i confini, anche con diverse autorità sanitarie". Riguardo alla tracciabilità, Vestager osserva che "il fatto che le persone vengano tracciate viene notato spesso, ma se si accettano i termini e le condizioni, si accetta anche il tracciamento. Trovo molto importante che diventi molto più user-friendly escludere un tipo di tracciamento" intrusivo.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

"Ho visto nuovi servizi che vengono sviluppati per i quali è possibile, una volta per tutte, assicurare di fornire privacy, sia che si usi il browser sia che si usino le app. E' quello che serve: non si può passare la vita a ricordarsi" quale consenso si è dato a questa o quella applicazione. Secondo Vestager, "è anche una forza che ci sia un approccio decentralizzato, perché abbiamo molta conoscenza in ogni Stato membro su che cosa fare e che cosa no, e abbiamo anche un legame diretto tra lo Stato e i cittadini in ogni Stato membro. E questo - conclude - potrebbe dare la fiducia necessaria all'utilizzo della tecnologia".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Per l'Ue anche l'Italia è zona rossa: si salva solo la Calabria (che però perde il "bollino" verde)

  • Svezia sicura della sua strategia, elimina anche le restrizioni per anziani e vulnerabili

  • L'Olanda manda i malati di Covid in Germania: "Nelle terapie intensive solo 200 posti ancora liberi"

  • Dopo la Brexit il Regno Unito pensa di espellere i senzatetto stranieri

  • La Corte Ue "salva" il taglio dei vitalizi agli eurodeputati italiani

  • Si rifiuta di stringere la mano alle donne. Negata cittadinanza a medico libanese

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
EuropaToday è in caricamento