Addio al quartiere a luci rosse, Amsterdam vuole chiudere le vetrine

La lobby delle prostitute contro la prima sindaca donna della capitale olandese, che però tira dritto: “C’è un traffico di esseri umani nella zona più bella e antica della nostra città, una situazione inaccettabile”

Spegnere le luci rosse nel quartiere centrale di Amsterdam vietando la prostituzione da tempo un fenomeno di attrazione turistica. È questa l’idea che ha fatto finire sotto accusa Femke Halsema, prima donna sindaca della capitale olandese. L’esponente dei Verdi, prima cittadina dal giugno 2018, ritiene che la città sia pronta a “immaginare il quartiere a luci rosse senza prostituzione”.

Le prostitute si oppongono

Un progetto che ha subito scatenato le critiche di Luci rosse unite, lobby di categoria del mondo del sesso a pagamento, che si oppone alla sindaca: secondo un sondaggio interno alle proprie iscritte, il 90% delle donne in vetrina vogliono continuare a prostituirsi nelle strade del centro città. Nonostante l’opposizione delle dirette interessare, Halsema ha deciso di andare avanti per la propria strada con l’ambizione di combattere la tratta di esseri umani e ridurre il numero di turisti che intasano le vie del centro. “Questi obiettivi non sono negoziabili”, ha detto Halsema in occasione del lancio della consultazione per decidere come gestire la trasformazione del quartiere. “Per molto tempo, nel quartiere a luci rosse si riversava il sentimentalismo dei marinai che, dopo mesi di navigazione, potevano stare con una donna ‘forte’ olandese”, ha detto la sindaca.

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La sindaca: "basta tratta di esseri umani"

“La situazione di oggi - sottolinea la Halsema - è che donne prevalentemente straniere, delle quali non sappiamo nemmeno come siano finite qui, vengono derise e fotografate”.  “C’è un traffico di esseri umani nella zona più bella e antica della nostra città”, ha aggiunto, enfatizzando il contesto attuale in contrasto con le radici storiche della tolleranza per le prostitute.  “Le tratte di esseri umani, le frodi e il riciclaggio di denaro sporco vanno ridotti”, ha spiegato Halsema. “Inoltre voglio meno disagi per i residenti e gli imprenditori”. Il quartiere, ha concluso, “deve essere più tranquillo, più pulito e più vivibile di adesso”. Coperta dallo pseudonimo “Foxxy”, un’iscritta alla lobby Luci rosse unite ha dichiarato al giornale Het Parool: “Le lavoratrici del sesso sono persone e hanno diritto a un luogo di lavoro”. La sindaca Halsema si è detta “pragmatica” e assicura che l’amministrazione prenderà in considerazione l’istituzione, in altre parti della città, di “hotel della prostituzione in cui le lavoratrici del sesso possano affittare una stanza alle quali possano accedere i soli clienti”.

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