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Martedì, 27 Settembre 2022
La polemica

Amnesty critica l'operato dell'esercito ucraino e la responsabile della ong nel Paese si dimette

Oksana Pokalchuk punta il dito contro il rapporto anti-Kiev diventato “uno strumento di propaganda russa”

Il rapporto di Amnesty International nel quale si accusano le forze armate ucraine di aver usato i civili come scudi umani “è diventato uno strumento di propaganda russa”. Con queste parole Oksana Pokalchuk, responsabile per l’Ucraina della ong per i diritti umani, ha lasciato l’organizzazione in polemica con i suoi vertici. Tra le obiezioni poste da Pokalchuk c’è anche il poco tempo concesso al ministero della Difesa di Kiev per spiegare l’operato delle sue forze armate che combattono dal 24 febbraio scorso contro l’esercito russo. 

Nel controverso rapporto di Amnesty, l’esercito ucraino viene accusato di aver “messo in pericolo la popolazione civile collocando basi e usando armamenti all'interno di centri abitati, anche in scuole e ospedali”, adoperando dunque delle tattiche che “violano il diritto internazionale umanitario perché trasformano obiettivi civili in obiettivi militari”. 

Pokalchuk, nel suo addio all’organizzazione, ha affermato che l'ufficio di Amnesty International in Ucraina ha chiesto con insistenza che il rapporto tenesse conto della posizione del ministero della Difesa del Paese invaso. Tuttavia, quando l’ong ha contattato il ministero, ai funzionari ucraini è stato concesso poco tempo per rispondere, ha denunciato l’ex responsabile della ong nel Paese in guerra. I vertici di Amnesty hanno dichiarato di aver contattato il ministero della Difesa il 29 luglio, mentre il rapporto è stato pubblicato il 4 agosto.

“Di conseguenza, inconsapevolmente, l'organizzazione ha creato materiale che sembrava dar ragione alla narrazione russa”, ha scritto Pokalchuk riferendosi alle continue accuse del Cremlino alle forze ucraine di usare la popolazione civile per ottenere scopi militari. “Cercando di proteggere i civili, questa ricerca è invece diventata uno strumento di propaganda russa”, ha aggiunto l’attivista in dissenso con l’organizzazione per i diritti umani. 

Amnesty: "Kiev usa civili come scudi umani". Zelensky: "Equiparano vittima e aggressore"

Amnesty International, dopo le polemiche suscitate dal documento pubblicato pochi giorni fa, ha garantito che “sia le nostre indagini sui crimini di guerra russi che quelle sulle tattiche dell'esercito ucraino sono state condotte dagli stessi esperti del Programma di risposta alle crisi”. “Le loro scoperte riflettevano gli stessi rigorosi standard di ricerca”, ha aggiunto l’ong difendendosi dalle accuse.

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