Americani 'loro malgrado', pur essendo europei sono costretti a pagare le tasse negli Usa

Si definiscono statunitensi "accidentali", perché hanno acquisito la cittadinanza con un matrimonio o nascendo nel Paese nel quale non hanno poi mai vissuto. Eppure il fisco pretende che versino comunque i loro contributi

Foto Ansa

Sono americani 'per caso', perché nati negli Stati Uniti o perché sposati con una statunitense, ma anche se non vivono negli Usa sono tenuti a rispettare tutti gli obblighi dei cittadini del Paese, compreso quello di pagare le tasse. Sono americani “accidentali”, secondo la definizione data da un gruppo che si batte per i loro diritti in Europa, e che secondo i calcoli potrebbero essere milioni in tutto il mondo. A differenza della maggior parte dei Paesi gli Stati Uniti richiedono ai loro cittadini, ovunque si trovino, di presentare le dichiarazioni dei redditi annuali all'Internal Revenue Service.

Tra loro anche gli “accidentali” che pur avendo ottenuto la cittadinanza senza averla richiesta, non hanno magari mai vissuto da adulti negli Usa. Le cose per loro sono diventate anche più complesse dopo l'approvazione, durante la presidenza di Barack Obama, del Foreign Accounts Tax Compliance Act (Fatca), che costringe le banche straniere a rivelare tutti i conti americani alle autorità statunitensi, e sottopone gli americani all'estero a una vasta gamma di restrizioni. Per questo gli “accidentali” vorrebbero abbandonare il passaporto Usa, ma i costi elevati e la burocrazia molto complessa rendono la cosa complicata.

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"Abbiamo ricevuto petizioni firmate da migliaia di europei che si lamentavano delle ingiuste conseguenze del Fatca. Questi 'americani accidentali', molti dei quali non hanno alcun legame sostanziale con gli Usa, sono costretti a pagare le tasse statunitensi oltre a quelle che pagano nel loro Paese di residenza”, ha spiegato l'eurodeputata socialista della commissione Petizioni, Virginie Rozière, raccontando che ci sono persino “europei nati negli Stati Uniti mentre i loro genitori erano in vacanza lì”, che “hanno ricevuto pesanti fatture dall'ufficio delle imposte degli Stati Uniti, nonostante vivessero e pagassero le tasse nell'Ue”, una cosa che definisce “inaccettabile”. "Da quando è entrato in vigore il Facta, le banche nell'Ue sono state obbligate a divulgare informazioni sui conti di presunti cittadini statunitensi. Ciò ha portato a negare a molti di questi l'accesso ai servizi bancari di base nell'Ue”, in un “chiaro esempio di discriminazione e violazione dei diritti fondamentali di questi cittadini comunitari”, ha continuato Rozière chiedendo alla Commissione europea di intervenire e “opporsi agli Usa sulle questioni fiscali”.

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