Altro che Stretto, il Regno Unito sogna un maxi-ponte con la Francia sulla Manica 

L'infrastruttura sarebbe lunga circa 32 chilometri. La proposta avanzata dal ministro degli Esteri Boris Johnson durante un meeting con il governo Macron. Ma a Downing Street per il momento si pensa ad altro

Il ponte Hong Kong–Zhuhai–Macau Bridge da oltre 50km che dovrebbe aprire quest'anno al traffico / EPA/JEROME FAVRE

In Italia ci si interroga a più riprese sull'utilità e la fattibilità di un'opera come il ponte sullo Stretto di Messina, che già di per sé sarebbe un'infrastruttura mastodontica con i suoi 3,6 chilometri di lunghezza. Niente a che vedere, pero', con il faraonico progetto lanciato dal ministro degli Esteri del Regno Unito Boris Johnson: un ponte da 32 chilometri per collegare l'isola britannica alla Francia “sorvolando” sulla Manica. 

Che non si tratti di una boutade, l'ha fatto capire lo stesso Johnson, che ieri all'Eliseo, al fianco della premier Theresa May nel corso del meeting anglo-francese, ne ha voluto parlare direttamente con Emmanuel Macron. Il quale avrebbe risposto, secondo quanto riporta la stampa britannica, con un “facciamolo”. Non si sa quanto ironico o meno. 

Un tunnel non basta

L'idea di Johnson è di avere un altra linea di collegamento diretto tra Regno Unito e Francia oltre a quella del tunnel della Manica, che sta dando non pochi grattacapi tanto più in vista della Brexit. Il ministro britannico avrebbe detto a Macron che è “ridicolo” che due delle maggiori economie mondiali siano connesse da un solo tunnel. Qualche tempo fa, Johnson aveva ventilato l'idea di un raddoppio di questo tunnel. Ma ieri si è spinto oltre, rispolverando una proposta, quella del ponte, di cui si era già parlato nel lontano 1981.  

Per ora, l'unica reazione ufficiale all'idea è stata quella del ministro delle Finanze francese Bruno LeMaire, che dopo aver premesso diplomaticamente che “tutti le idee, anche quelle più difficili da realizzare, vanno considerate nel merito”, ha chiarito che la Francia “è già impegnata in tanti grandi progetti infrastrutturali che sono complicati da finanziare” ed è meglio concentrarsi “sulle opere in corso prima di pensare ad altre”. Anche Downing Street sembra fredda: “Per ora non ci sono piani specifici”, si è limitato a dire il portavoce di Theresa May.

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I "progetti" di Johnson

Del resto, Johnson non è nuovo a sparate del genere. E i suoi progetti ambiziosi, lanciati quando era sindaco di Londra, non hanno avuto molta fortuna. Da primo cittadino della Capitale britannica, aveva aperto la teleferica Emirates Air Line da 60 milioni di sterline, che non è riuscita ad attirare il traffico dei pendolari sperato. Johnson voleva poi un aeroporto costruito nell'estuario del Tamigi, soprannominato Boris Island, ma l'idea fu respinta in quanto poco pratica e costosa rispetto all'espansione di Heathrow. Ha anche sostenuto la costruzione di un ponte-giardino sul Tamigi nella zona ovest di Londra, che è stato abbandonato dal suo successore Sadiq Khan per lo scarso rapporto  qualità-prezzo.

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