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Sabato, 2 Marzo 2024
Il caso / Germania

Gli alleati della Lega visitano i territori ucraini occupati dalla Russia, polemica in Germania

Una delegazione dell'Afd è attesa nelle prossime ore nel Donbass. Sullo sfondo, i consensi dei tedeschi di lingua russa e di chi sta pagando la crisi del gas

Al Parlamento europeo, siedono tra i banchi di Identità e democrazia, il gruppo guidato dalla Lega. Ma a differenza del leader del Carroccio, Matteo Salvini, che ha di recente confidato di aver cambiato idea su Vladimir Putin dopo la guerra in Ucraina, gli alleati tedeschi dell'Afd non sembrano rinnegare la loro vicinanza a Mosca. Lo dimostra la visita che una una delegazione del partito di ultradestra ha in programma nei prossimi gioni nei territori occupati dai russi dell'Ucraina orientale. Secondo diversi media, a sponsorizzare il viaggio è stato lo stesso Cremlino.

La delegazione è già in Russia, e si recherà nell'est dell'Ucraina nei prossimi giorni per "chiarire la situazione umanitaria", ha affermato il partito in una nota. "A fronte dei resoconti distorti e parziali sul conflitto in Ucraina, vogliamo avere un quadro della situazione e valutare la situazione umanitaria", ha detto Hans-Thomas Tillschneider, vicepresidente dell'AfD in Sassonia-Anhalt, uno dei membri della delegazione.

La notizia ha suscitato inevitabilmente le polemiche, con l'ex ambasciatore ucraino a Berlino, Andriy Melnyk, che ha accusato l'ultradestra tedesca di sostenere la "guerra di distruzione russa" riconoscendo di fatto territori che appartengono a Kiev. Del resto, non è la prima volta che l'Afd mostra la sua vicinanza a Mosca e alle sue aggressioni all'Ucraina: già nel 2018, una delegazione del partito aveva fatto visita alla Crimea, annessa illegalmente alla Russia nel 2014. 

Con lo scoppio del nuovo conflitto, i vertici dell'Afd hanno espresso da un lato condanna nei confronti della guerra, ma al contempo si sono opposti all'invio di armi da parte di Berlino a Kiev, e non hanno mai smesso di sostenere l'importanza di mantenere i rapporti economici con Mosca, anche potenziandoli con il raddoppio del Nord Stream, progetto già a buon punto, ma tramontato (almeno per il momento) con lo scoppio della guerra.

La vicinanza al Cremlino non è solo una questione di politica estera per l'Afd: nella Germania orientale, più dipendente dalle forniture di gas e petrolio della Russia, il consenso nei confronti delle sanzioni contro Mosca è basso, e l'addio ai fossili russi sta già comportando contraccolpi per l'economia e l'occupazione. I Socialdemocratici, ma anche i popolari di centrodestra della Cdu, hanno sempre difeso e sostenuto gli investimenti sui gasdotti di Gazprom, e sono stati gli ultimi a cedere sulla decisione del governo centrale di far saltare il Nord Stream 2, che sarebbe giunto proprio in questa zona della Germania.

Per l'Afd, dunque, l'occasione è ghiotta per aumentare la base di consensi, già alta, nell'Est del Paese, andando al di là del nocciolo duro dei simpatizzanti di estrema destra. Inoltre, non va dimenticato che in Germania vivono circa 6 milioni di persone di lingua russa. Alcuni di loro hanno lamentato in questi mesi di essere stati vittima di aggressioni russofobiche. 

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