Sabato, 16 Ottobre 2021
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L’ultimo volo di Alitalia: accordo a Bruxelles per la newco. Incertezza su marchio, rotte e lavoratori

Giorgetti chiude l’intesa, ma non festeggia. La nuova compagnia avrà meno dipendenti, meno aerei e meno tratte. Una cura necessaria per evitare di ripagare i presunti aiuti di Stato illegittimi

Fumata bianca a Bruxelles per il destino dell’aviazione tricolore. Nel tardo pomeriggio, la Commissione europea ha dato il primo semaforo verde alla ‘newco’ che nascerà dalle ceneri della vecchia Alitalia, sulla quale pende la spada di Damocle dell’indagine Ue sui presunti aiuti di Stato ricevuti negli ultimi anni. La compagnia aerea Ita, la nuova Alitalia, “dovrà essere operativa il prima possibile, ragionevolmente ad agosto”, anche se il Governo italiano non sa ancora dire quando decollerà il primo aereo del nuovo vettore di bandiera. Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo economico, giunto a Bruxelles per condurre di persona le trattative con la vice presidente della Commissione, la danese Margrethe Vestager, dopo la riunione decisiva non festeggia né canta vittoria. 

Gli interrogativi sulla stagione estiva

Il ministro ammette invece che, nonostante “i passi in avanti”, la situazione di crisi “non è finita” perché “ci sono altri passaggi tecnici e non solo” ancora da fare. Al netto dei nodi da sciogliere, Giorgetti rassicura: "Abbiamo il dovere di garantire l'operatività per la stagione estiva” e solo dopo “ci sarà la nuova compagnia che partirà alle condizioni che si stanno definendo”. Tramonta dunque l’ipotesi di far decollare la nuova compagnia entro l’inizio dell’estate, come auspicato nelle scorse settimane dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, il quale sperava in una buona partenza di Ita in concomitanza con l’avvio della stagione turistica. 

La mini-Alitalia

Quel che sembra sicuro è che la nuova Alitalia avrà meno lavoratori, meno aerei e meno tratte dell’attuale compagnia. A prima vista, può sembrare una cura dimagrante, per certo versi sanzionatoria, imposta dall’Europa. Ma i tagli che si profilano all’orizzonte sono invece frutto dell’ottemperanza all’insieme di requisiti imprescindibili per determinare la cosiddetta discontinuità economica. In altre parole, lo Stato italiano potrà anche sostenere la nuova Alitalia in una logica di mantenimento di una compagnia di bandiera considerata strategica. Ma Ita, nella sostanza, dovrà essere una compagnia diversa rispetto ad Alitalia. Di qui le poche garanzie al personale della vecchia compagnia e la messa a gara del marchio, dei servizi di gestione dei bagagli e di manutenzione. La nuova compagnia potrebbe comunque aggiudicarsi all’asta il vecchio marchio, al quale lo stesso premier si era detto “affezionato”. Una magra consolazione per quella che, di fatto, rischia di essere una netta riduzione dei posti di lavoro nel trasporto aereo oggi assorbiti dalla vecchia Alitalia. Che ora attende il giudizio finale Ue sui prestiti ponte che l’hanno salvata in passato, ma che oggi rischiano di farla uscire definitivamente di scena. 

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