L'Ue: "Stop agli aiuti di Stato alle imprese che fanno affari nei paradisi fiscali"

Bruxelles prende posizione nella lotta all'evasione e ai reati finanziari con una raccomandazione che chiede ai Paesi membri di non aiutare le società che "sabotano la ripresa"

Uno scorcio delle Isole Cayman britanniche (foto: Commons.wikipedia.org)

Avere legami con i paradisi fiscali extra-europei dovrebbe costare caro alle imprese nell’Ue che sperano di ricevere aiuti di Stato o sostegno finanziario di altro tipo. Lo ha chiesto la Commissione europea che inviato agli Stati membri una raccomandazione per convincere i Governi Ue a non concedere aiuti finanziari alle imprese che hanno legami con i Paesi che figurano nella lista Ue delle giurisdizioni “non cooperative a fini fiscali”. Nella lista, aggiornata l’ultima volta a febbraio 2020, ci sono rinomati paradisi fiscali noti a tutti, come Panama e le Isole Cayman. Ma anche giurisdizioni che hanno fatto della discrezione la propria bandiera, come Vanuatu, Palau e le Isole Fiji.

Stop agli aiuti anche per chi commette reati

Le restrizioni che Bruxelles ‘consiglia’ ai 27 Governi dovrebbero riguardare anche le imprese che sono state condannate per gravi reati finanziari, ad esempio, per frode finanziaria, corruzione ed elusione degli obblighi in materia fiscale e previdenziale. L’obiettivo dichiarato dell’esecutivo europeo è quello di “fornire agli Stati membri orientamenti su come introdurre delle condizioni relative alla concessione di aiuti finanziari per impedire l'uso improprio dei fondi pubblici e rafforzare le salvaguardie contro gli abusi fiscali in tutta l’Ue”. Coordinando le restrizioni relative alla concessione di aiuti finanziari, “gli Stati membri eviteranno inoltre che si verifichino squilibri e distorsioni nel mercato unico”, sostiene la Commissione. 

La solidarietà fiscale

“Spetta agli Stati membri decidere se desiderano concedere aiuti finanziari”, mette le mani avanti l’esecutivo comunitario in una nota che annuncia la raccomandazione, priva comunque di un sistema di applicazione obbligatoria. “L'impegno dell'Ue a favore della ripresa si basa sui principi di equità e solidarietà”, fa notare Paolo Gentiloni, commissario all’Economia. “La crisi - sottolinea l’ex premier - coinvolge tutti e tutti devono versare la giusta quota di imposte se vogliono sostenere e non, al contrario, sabotare l'impegno collettivo a favore della ripresa”. “Chi cerca deliberatamente di eludere le norme fiscali e chi esercita attività criminali - avverte il politico del Pd - non dovrebbe beneficiare dei sistemi che cerca di eludere”.

La richiesta di Bruxelles

La raccomandazione adottata oggi si prefigge di offrire agli Stati membri un modello, conforme alle normative dell'Ue, da utilizzare per evitare che gli aiuti pubblici vengano assegnati ad imprese impegnate in pratiche e sistemi di frode, evasione e elusione fiscale, ma anche di riciclaggio del denaro o di finanziamento del terrorismo.

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